Lecce, via Umberto I, con Palazzo dei Celestini e Santa Croce sulla sinistra

di Giorgio MANTOVANO

Il 24 marzo del 1898 sul “Corriere Meridionale” veniva pubblicata la delibera con cui il Consiglio Comunale di Lecce, Sindaco l’avv. Giuseppe Pellegrino, decideva di dare finalmente esecuzione a due delibere del 1871, aventi ad oggetto l’attribuzione di “due benemerenze”.

La riporto testualmente (è facilmente rintracciabile tramite il sito www.Internetculturale.it , accedendo all’Emeroteca digitale della Puglia):

«Il Sindaco ricorda al Consiglio l’esistenza di due deliberazioni del 1871 con le quali, a titolo di benemerenza, si stabiliva di far coniare a spese del Comune una medaglia d’oro agl’illustri concittadini Monsignor Candido attuale Vescovo di Ischia e Ingegnere Bernardini Oronzo, il primo in attestato di ammirazione e di benemerenza per aver inventato gli orologi elettrici, ed il secondo per i servizi resi al Comune fra i quali va segnalato quello di avere rinunciato alle indennità spettantigli per il progetto e direzione dei lavori di costruzione del Teatro Paisiello, deliberazioni, alle quali, cosa strana, le Amministrazioni precedenti non hanno mai pensato di adempiervi.

La Giunta attuale ha esumato codesti ricordi e aveva stabilito di far coniare le medaglie in oro, ma siccome non si è potuto avere dalla famiglia Bernardini una fotografia di profilo, indispensabile per il lavoro di incisione, così si sarebbe pensato di far eseguire due medaglioni in marmo da collocarsi nel Museo Civico, affidando un tale lavoro allo scultore De Laura, che ha cercato di eseguirlo.

Interprete dei sentimenti del Consiglio, la Giunta propone che si adempia subito a questo dovere, dimostrando in pari tempo che la nostra città non è sconoscente verso coloro che la onorano con le opere e che rendano ad essa utili servizi.

Il Consiglio approva per acclamazione la proposta della Giunta».

Il Sindaco Pellegrino, eletto nel 1895, ebbe il merito di aver “esumato codesti ricordi”, ma fa riflettere che l’Amministrazione comunale avesse impiegato 27 anni per dare esecuzione a quelle modeste “benemerenze”.

Il Candido ed il Bernardini, che tanto fecero per la città, nulla pretesero per i loro servizi.

La vicenda, pur datata, ha qualcosa di attuale se si riflette alla triste dimenticanza in cui versano, da troppo tempo, i busti dei Salentini illustri presenti nella bella villa Comunale.

Villa concepita con singolare amore da Gaetano Stella che ne fu il fondatore, la cui figura è da anni, insieme ad altri busti, in condizioni pietose.

Giorgio MANTOVANO
Ideatore di www.iusimpresa.com - Osservatorio Bibliografico del Diritto dell’Economia in Europa. Dottore commercialista, appassionato di Storia Patria.