Incentivare la mobilità sostenibile con le piste ciclabili è un’ottima cosa, ma volerle realizzare a tutti i costi, anche dove il buon senso consiglierebbe di riflettere meglio, sembra quasi un accanimento che finisce per penalizzare i pedoni. Accade a Lecce, all’angolo tra viale Gallipoli e viale dell’Università, dove la pista ciclabile occupa quasi tutto il marciapiede.
Dopo aver percorso diligentemente viale Gallipoli, camminando sulla destra del marciapiede per lasciare libera la pista ciclabile sulla sinistra, arrivato a quell’angolo, il pedone non può più proseguire, poiché, per consentire alla pista di curvare a destra, il marciapiede si restringe a pochi centimetri. Per proseguire bisogna allora attraversare la pista ciclabile e passare sulla sua sinistra, dove, su una stretta passatoia di marciapiede, al pedone tocca zigzagare tra segnaletica stradale, pali di filobus, alberi e passi carrabili.
Ma non è finita. Perché, fatti pochi passi, ci si ritrova con la pista ciclabile sulla sinistra e si è costretti di nuovo a tagliarla per spostarsi a destra, su un’altra fettuccina di marciapiede di pochi centimetri, che non consente ai pedoni neanche di passare due per volta, costringendoli ad uno spontaneo e necessario senso alternato quando ci si trova di fronte. Naturalmente tutto questo trambusto si ripete al contrario, quando i pedoni provengono da viale dell’Università verso viale Gallipoli. Naturalmente è un passaggio off limits per donne con passeggini o per diversamente abili in carrozzina.