Lecce, Porta Napoli o "Arco di Trionfo"

di Giorgio MANTOVANO

Dopo la morte di Giovanni Antonio Orsini Del Balzo, nel 1463, il Principato di Taranto e la Contea di Lecce furono aggregati ai domini reali di Ferdinando I.

I Turchi, nell’agosto 1480, assediarono Otranto. L’eccidio fu immane.

Solo l’anno successivo Ferdinando I coadiuvò l’esercito di Alfonso I, Duca di Calabria e figlio di Ferdinando I aragonese, nella riconquista della città.

Dopo la conclusione nel 1500, in Granata, della Lega franco–ispana, Lecce venne assoggettata al potere degli Austro Ispani e giacque sotto il ferreo governo dei vicerè di Napoli.

Le frequenti incursioni dei corsari africani, verso la metà del secolo XVI, indussero l’Imperatore Carlo V a far costruire numerose torri lungo il litorale di Terra d’Otranto. Ne sono sopravvissute alcune che conservano intatta la loro possanza.

A Lecce l’Imperatore ordinò che fosse ampliato l’antico Castello e ne fosse costruito uno nuovo intorno ad esso, dando incarico al famoso architetto Giangiacomo dell’Acaya, che già aveva progettato molte opere militari di grande rilievo.

La popolazione leccese, per riconoscenza e per magnificare il sovrano, costruì nel 1548 quello che gli storici avrebbero definito un vero e proprio Arco di trionfo, l’attuale Porta Napoli.

Ecco, dunque, sotto lo stemma, riportata in latino, la bella dedica:

«All’imperatore Carlo V, trionfatore nelle Indie, nelle Gallie e in Africa; soggiogatore dei cristiani ribelli, sterminatore dei turchi, propagatore della religione cristiana nel mondo attraverso le sue gesta.

Al tempo del governo provinciale di Ferrante Loffredo che seppe allontanare dalle coste della Iapigia i turchi nemici dell’impero.

Il popolo leccese riconoscente dedica questo arco alla sua grandezza il 1548».

Giorgio MANTOVANO
Ideatore di www.iusimpresa.com - Osservatorio Bibliografico del Diritto dell’Economia in Europa. Dottore commercialista, appassionato di Storia Patria.