Lecce, Chiesa di San Matteo

di Giorgio MANTOVANO

Mi sono imbattuto casualmente in “La terra di Manfredi”, l’avvincente opera di Janet Ross (1842-1927), che raccoglie le impressioni del suo viaggio compiuto in Puglia nella primavera del 1888.

Janet Ann Duff Gordon è una donna inglese colta che parla fluentemente il francese e il tedesco. Nel 1860 va in sposa a Henry Ross, un banchiere con interessi al Cairo. Lui ha 40 anni e lei è di oltre vent’anni più giovane.

Scrittrice e giornalista, romantica viaggiatrice dal carattere indomito, si interessa di storia e archeologia e ama il Sud, al pari di studiosi insigni come il Gregorovius e il Lenormant.

È affascinata da Federico II e dalla figura del figlio naturale Manfredi. Raccoglie le usanze, i racconti, i proverbi e si interroga sui dialetti, di cui comprende ben poco ma avverte il forte fascino. L’esposizione storica dei tanti paesi visitati appare affidabile e dedotta da eruditi municipalisti.

Il suo testo vede la stampa in Italia nel 1899, a cura di Valdemaro Vecchi, con la traduzione di Ida de Nicolò Capriati e le illustrazioni di Carlo Orsi. Sarà poi ripubblicato nel 1978 da Lorenzo Capone Editore, con il titolo “La Puglia nell’800 (La terra di Manfredi)”, a cura di Vittorio Zacchino.

A proposito di Lecce, la Ross annota:

«Fummo felicissimi di continuare il nostro viaggio per Lecce, la così detta “Firenze delle Puglie”, come viene chiamata nell’Italia meridionale. Avevo sentito dire parecchie volte: “Se vedete Lecce com’è ridente! Solo a pronunziarne il nome è un sorriso, ed i Leccesi sono cortesi e civili”; cose che trovai tutte vere.

Il nostro albergo “del Risorgimento” era pulito e provvisto di ogni comfortable; la sola cosa di cui il padrone non arrivava a persuadersi era la colazione da noi richiesta alle nove della mattina, di uova lesse, pane, burro, latte e caffè. Pare che la cosa fosse così strana, che per essere serviti, eravamo obbligati ad aspettare ogni volta più di mezz’ora. (…)».

È una Puglia amata, quella percorsa e narrata da Janet Ross, ricca soprattutto di profonda umanità.

Non a caso osserva: «La terra di Puglia… le sue città tutte bianche e… quasi dall’aria orientale… un fascino straordinario».

Memorabile l’incontro con l’anziano patriota Sigismondo Castromediano, al quale dedica queste toccanti parole: «Non mi fa più meraviglia che il popolo di Lecce si scappelli, ogni qual volta la grande figura del Duca comparisce per le strade, appoggiato al braccio del suo segretario, giacché egli è quasi cieco. E non fa onore alla Italia ed al Governo Italiano, sapere che un tanto uomo passa gli ultimi giorni della sua vita nella miseria, dopo avere speso tutto il suo avere per la causa della patria e del suo Re».

Giorgio MANTOVANO
Ideatore di www.iusimpresa.com - Osservatorio Bibliografico del Diritto dell’Economia in Europa. Dottore commercialista, appassionato di Storia Patria.