Galatina, il casino Congedo

di Gianfranco CONESE

Ma dove finisce il centro storico? Domanda banale.

Come una specie di corpo fluido, questa vecchia signora per bene, rangrizzita e pittata di nome Galatina, esce dalle sue stanze merlettate e a trotto sullu sciarabà  va ha prendere un po’ di aria fine per le campagne anzi per le jardine,  giardini e terre buone che per nostra fortuna circondano la città.

Li Casini o ville nelle campagne fuori porta (non quelle con tanto di condono certificato ed ottenuto umma umma), diventano le locations per i lunghi mesi estivi dove tra un long drink al tamarindo e na scupa scijata, i signori si difendono dallo scirocco caldo. Allora diligenti fattori e solerti giardinieri avevano messo a dimora pini, eucalipti, palmizi, lecci e poi ginepri ed esotiche piante orientali creando intorno alla signora Galatina una vasta zona di privacy ed è proprio lì che si manifesta il frutto della sua ricchezza e dell’eleganza che le compete. Totò avrebbe detto –Signori si nasce, ed io modestamente lo nacqui.

La storia: tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo nascevano questi eleganti casini nelle campagne galatinesi e salentine di gusto orientaleggiante ricordato come Eclettismo, e mi riferisco appunto al casino Congedo di cui vi propongo un’immagine. C‘è un po’ di tutto, mescolato spesso con sapienza da architetti e mesci ngarbati: troviamo il new gotico, il moresco e soprattutto il decò o liberty, quest’ultimo molto accentuato negli infissi. Poi donna Galatina, si fa più vecchia, artrosi, asma, reumatismi, una deambulazione stentata, i figli medici, avvocati, notai a Roma Milano ecc. Chi la porterà allu casino per la villeggiatura? Muore lu jardinieri e poi lu fattore. Chi li poterà i grandi pini? E il sottobosco ? E l’umido che inizia a penetrare nella casina? E le chianche della loggia: ci le civa? E muore donna Galatina, tutto finisce e la natura si riprende quello che con amore aveva donato.

Ho messo piede nel villino Congedo (100 m dopo la ex Cantina sociale sulla strada per lu Duca), entrando spinto da una forza misteriosa ed echi di violini demoniaci (era vento che fischiava tra resti di piante e rami secchi) –nu bbe schiantati !-, sapevo che i suoi  proprietari i Congedo, per circa due secoli (1700 – 1900) erano stati una delle famiglie più ricche ed illustri di Galatina. Questo villino fu fatto costruire infatti da Giovanni  Congedo nipote di quel Orazio Congedo (1793 – 1886)  uno degli artefici del prestigio di Galatina in terra d’Otranto ed è bene che ogni lettore di questo post vada almeno su Wikipedia a conoscere questo illustre concittadino.  Ad accogliermi elegantemente ecco sui finestroni della casa, formelle di ceramica della ditta Garrisi di Galatina che raccontano le stagioni su disegno di Pietro Mangia. Le formelle vennero commissionate negli anni 60′ del XX secolo quando le ceramiche Garrisi erano all’apice del loro successo.

La palazzina però è del 1925  ed anche se ora abbandonata mantiene tutto il suo fascino decadente. Un fascino per me da brividi, un luogo magico dove puoi rintracciare il fantasma di Harry Potter anche lui in vacanza a Galatina come la Ferragni.