Nella villa comunale di Lecce c’è ancora uno degli otto rifugi antiaerei attivi in città durante la seconda guerra mondiale, che, complessivamente potevano ospitare quasi diecimila persone. Il rifugio non è aperto al pubblico e si può visitare solo su richiesta al Comune. Due rampe di scale portano a cinque-sei metri di profondità e introducano a dei camminamenti e a delle sale pieni di detriti e scritte. Un tunnel, ancora percorribile, lo collegava a Palazzo dei Celestini, attuale sede della Prefettura e della Provincia. Il rifugio è molto mal tenuto, mentre potrebbe essere un monumento alla memoria del terribile conflitto del secolo scorso messo a disposizione per le visite turistiche della Lecce sotterranea. Ma il pensiero che un secolo fa migliaia di leccesi abbiano trovato riparo per difendersi dalle minacce di incursioni aeree nemiche, fa venire in mente tragedie di oggi, come la sofferenza degli ucraini vittime della crudele invasione dei soldati russi di Putin.

































