Lecce, Emeroteca storica salentina

di Giorgio MANTOVANO

È incredibile quanti giornali sorsero nella città di Lecce negli anni immediatamente successivi al 1860.

Nicola Bernardini pubblicò nel 1886 una cronaca del giornalismo locale dal titolo “Giornali e giornalisti leccesi”, raccogliendo gran parte dei periodici pubblicati in città.

Al suo lavoro fece seguito, nel 1940, la monografia di Nicola Vacca, “Giornali e Giornalisti Salentini”, R.Tip. Editrice Salentina.

Scorrendo i titoli e le pagine di quei periodici, ha del fenomenale, in quell’epoca caratterizzata da diffuso analfabetismo, il numero e la qualità di quella variegata informazione, dalla varia coloritura politica, espressione evidente di un fervore culturale straordinario che finalmente, nel periodo post unitario, pote’ manifestarsi.

Vale la pena ricordarli brevemente, senza alcuna pretesa di completezza: “Il Cittadino leccese” (1861-1877) diretto da Enrico Lupinacci ; il “Propugnatore” (1864-1898) di Leonardo Cisaria; “Il Risorgimento” ( 1876-1914) fondato da Carlo Arrighi; la “Gazzetta delle Puglie” (1881-1920) di Quintino Napoli; “La Democrazia” (1887-1890) di Pietro Marti; “Il Pettine” (1876-1879) di Raffaele Castrignano’; “La Lotta” (1886-1888) di Pietro Trinchera; “Il Popolo meridionale” (1895) di Oronzo Valentini; “La Gazzetta democratica” (1890-1896)di Raffaele Flascassovitti; “Il Tribuno” (1884-1885) di Francesco Rubichi ; “Il Corriere meridionale” (1890-1927) di Arturo Foscarini, Nicola Bernardini e Nicola De Simone Paladini; “La Provincia di Lecce” (1895-1926) di Nicola Bernardini; “La cronaca Salentina (1882-1889) di E.Novelli ( 1882): ” Il Gazzettino Letterario di Lecce” di Luigi Tinelli (1878 ); ” Il Salotto” di N. Foscarini (1885); ” Il Pungiglione” (1885).

L’elenco è lungo e potrebbe ancora continuare. Furono almeno cinquanta le testate d’ogni tipo, molte dalla vita breve, vere vampate di entusiasmo ma ricche di carica mordente.

Eppure, erano trascorsi solo pochi anni da quando, nel 1848, la reazione borbonica nel Salento, come a Napoli, oltre alle persone, aveva colpito la stampa.

In quell’anno misure di polizia avevano ridotto al silenzio ” Il Salentino” di Salvatore Stampacchia, poi ” Il Folletto”, quindi “L’ Eco del Salento”, che Beniamino Rossi, musicista e poeta, reduce dalle barricate di Napoli del 15 maggio, aveva avuto l’audacia di pubblicare dieci giorni dopo l’arrivo del Gen. Colonna.

Uguale triste destino avevano avuto “La Farfalla” e “La Japigia”, sequestrati anch’essi.

Erano stati perseguitati giornalisti e tipografi, tranne coloro che collaboravano con la polizia borbonica contro il movimento liberale salentino.

Nel periodo post unitario la stampa, con la sua varia colorazione politica, poté esprimersi e ai vari periodici si affiancò anche il genere umoristico, talora caratterizzato dalla presenza di simpatiche caricature, ben narrate in: “Don Galeazzo” (1873) di Lo Re, Sidoti e Casetti; “Don Ortensio” (1884-1885) di Carlo Rizzo e Niccolò Foscarini; “La Vespa” (1880) di Nicola Bernardini; “Don limone” di A. Greco (1887) ed altri ancora.

Per una recente rassegna, vedasi: Giovanna Bino, Stampa periodica in Terra d’Otranto, Lecce, 2015: Donato Valli, Cento anni di vita letteraria nel Salento (1860-1890), Lecce, 1985; Mario Marti, La Vita culturale, in AA.VV., Storia di Lecce. Dell’Unità al secondo dopoguerra Editori Laterza, 1992.

Giorgio MANTOVANO
Ideatore di www.iusimpresa.com - Osservatorio Bibliografico del Diritto dell’Economia in Europa. Dottore commercialista, appassionato di Storia Patria.