Falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e diffamazione: sono le accuse con cui la procura di Lecce ha chiuso le indagini preliminari a carico del sindaco di Nardò Pippi Mellone, per presunte filme false alle elezioni comunali del 2016, per candidare quattro consiglieri a suo sostegno.
La procura di Lecce ha chiuso le indagini sul sindaco di Nardò, Pippi Mellone, indagato per avere autenticato presunte firme false per la presentazione delle candidature alle elezioni amministrative del comune salentino nel 2016. I reati ipotizzati nei confronti di Mellone sono di falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e diffamazione. I fatti riguardano presunte firme false sui moduli di accettazione della candidatura al Consiglio comunale, poi autenticati da Mellone che in quel periodo era consigliere comunale.
L’inchiesta, coordinata dal pm Alberto Santacatterina, è partita da un esposto denuncia presentato alla GdF di Gallipoli da quattro candidati al consiglio comunale, uno dei quali poi eletto. Gli stessi avevano appreso, attraverso una lettera anonima che era stata recapitata loro, di presunte irregolarità commesse durante la compilazione. I quattro moduli di accettazione della candidatura a sostegno di Mellone, poi eletto, sarebbero stati cioè sostituiti con altri recanti l’autenticazione di firme false. Nel corso delle indagini la Procura di Lecce ha anche proceduto alla nomina di un consulente tecnico per la comparazione delle firme. In riferimento alla stessa vicenda nel febbraio del 2021 scomparvero dall’ufficio elettorale del Comune di Nardò alcuni faldoni con i moduli di accettazione delle candidature.
L’ipotesi di reato di diffamazione riguarda la pubblicazione su alcuni giornali della sua affermazione «provvederò a querelare questi quattro calunniatori», che, secondo l’accusa, sarebbe stata riferita ai consiglieri Maccagnano, Raganato e Zacà.
Il sindaco Pippi Mellone potrà chiedere di essere ascoltato o presentare memorie difensive, prima che il pm decisa se chiederne il rinvio a giudizio, oppure no.


















