Zagarelle di San Rocco
San Rocco ed ex voto

di Gianfranco CONESE

Tutte le paure umane, lo sapete, venivano assorbite da eventi che avevano qualcosa di sopraumano, quando la scienza era ancor poca cosa rispetto alla verità religiosa; adesso è la scienza che batte il sovraumano; prima c’era un certo San Rocco deputato forse come altri santi, a distribuire guarigioni agli appestati sotto il segno di Dio, adesso è San Vaccino a garantire l’immunità sotto il segno di Faizer, o di Moderna o Astra Zenica, i nuovi Dei del XXI secolo.

San Rocco. Era il protettore di malati, appestati, invalidi e prigionieri. Aveva come emblema un cane, la croce sul lato del cuore, e l’angelo, simboli del pellegrino. San Rocco è uno dei Santi più amati e festeggiati dalla pietà popolare anche se nonostante questa grande popolarità, le notizie sulla sua vita sono molto frammentarie

San Rocco era nato a Montpellier (Francia), fra il 1345 e il 1350, ed è morto a Voghera (Pv), fra il 1376 ed il 1379, molto giovane a non più di trentadue anni di età. Già da neonato sembrava un predestinato dal cielo, per una voglia vermiglia sul petto a forma di croce che all’epoca era un potente lasciapassare per girare l’Europa intera. Fu lui uno dei primi turisti stranieri a raggiungere Roma, anche se all’epoca costoro venivano chiamati pellegrini. Si muovevano per raggiungere le grandi fondazioni della cristianità con un kit da viaggio inconfondibile: conchiglia appesa al collo, bastone, zucca porta acqua e cane fido al seguito. La conchiglia era ed è ancora oggi il segno distintivo del pellegrino che si reca a piedi nei luoghi di culto. Nel pratico serviva  per raccogliere l’acqua per bere presso sorgenti e torrenti durante i lunghi cammini. La piaga sulle membra del santo ricorda la peste che lui contrasse nei pressi di Piacenza. La piaga è il simbolo della carità, il donarsi completamente agli altri. Il cane rappresenta il fraterno amico, perché quando il santo si ammalò di peste era il suo cane che lo rifocillava con pezzi di pane portati a lui dalle mense dei signori.

Dovevo fare questa lunghissima premessa, perché anche nel Salento questo Santo è molto amato dalla fede popolare. La festa di San Rocco è una tradizionale festività di Torrepaduli, che si tiene il 15 e 16 agosto di ogni anno, caratterizzata sia dal punto di vista religioso che dal punto di vista della tradizione e dalla fiera annessa alla festa.

Torrepaduli , frazione di Ruffano nel basso Salento, è rimasta un luogo magnetico, dove la religione popolare si esalta e in questa bolla di credenze e vitalità contadino-arcaia almeno nell’euforia del giorno di ferragosto, San Rocco viveva la sua esaltazione in un connubio straordinario tra riti di fede e e festa contadina, al ritmo di tamburelli, di pizzica vera e della danza delle spade, un tipo particolare di pizzica detta pizzica a scherma mentre i devoti arrivavano a piedi come atto di fede  da tutto il circondario.

La danza, caratterizzata per la sua improvvisazione in ronde più o meno grandi, è resa effervescente da sfidanti (maschi) che simulano un duello danzante, che, fino a non molto tempo, si faceva con reali  coltelli (da cui le spade) e che oggi sono semplicemente rievocati con le dita; duelli,  accompagnati a ritmo di pizzica con tamburelli  prodotti artigianalmente sul posto e da altri strumenti, come nacchere, fisarmoniche e violini dei poveri. Molto importante è anche la fiera, di antica ascendenza; una volta molto importante quella del bestiame, fatta essenzialmente da mercanti zingari, oggi pressoché scomparsi. Essa si svolge nelle strade del paese, ed è sempre parecchio affollata.  L’importanza della festa di San Rocco ha avuto un riconoscimento sia a livello regionale che a livello provinciale. Questa festa è molto sentita nel Salento ed ogni anno vi affluiscono diverse migliaia di persone, anche da fuori provincia e regione, creando non pochi disagi logistici.

Anche San Rocco rilasciava il suo Green Pass ai guariti e vi spigo come: nel santuario a lui dedicato, nella grande piazza addobbata con le più belle luminarie del Salento, grandi teche-armadio raccolgono (come da foto), i segni delle guarigioni. Ancora non molto tempo fa, dopo aver ricevuto una “grazia”, era uso e costume chiedere al miglior artigiano della città di costruire un oggetto da offrire ad un Santo, per la grazia ricevuta. Tale manufatto prendeva il nome di «ex voto» e doveva possedere caratteristiche di rilievo sotto il punto di vista estetico, poiché rappresentava un gesto pubblico (…green pass) o privato nei confronti di un Santo cattolico, che, essendo stato pregato o evocato, aveva interceduto presso il comune mortale, salvandolo da morte certa. E le teche di Torrepaduli sono una cassaforte di umanità argentata con parti anatomiche come mani , piedi, gambe, teste, grandi cuori che sembrano pulsanti, appesi nella teca come tante medaglie al valore divino e soprannaturale  di San Rocco.

15 agosto 2021: piazza vuota, qualche pellegrino sconfortato, scenari di vuoto, le zagarelle colorate sventolano solitarie come bandiere di resa; la festa, la folla non ci sarà, forse la banda ma la musica sarà meno allegra.  San Rocco si piegò al Covid.

Adesso con il Decreto sostegni anche San Rocco sarà aiutato ma dalla divina provvidenza.