Busto di Teodoro Pellegrino nella Biblioteca Interfacolta dell'Unisaento

di Rossella BARLETTA

Con l’unità d’intenti e lo spirito di fusione si raggiungono gli obiettivi. Sono stati questi presupposti a fare sedere attorno a un tavolo i rappresentanti delle tre province salentine, in occasione della riunione che si svolse nel gabinetto di presidenza dell’Amministrazione Provinciale di Lecce, al fine di completare il programma delle “Celebrazioni Salentine”, svoltesi nell’ottobre 1954. L’artefice di queste fu Teodoro Pellegrino, uomo di vasta cultura nonché direttore delle Biblioteca Provinciale di Lecce “N. Bernardini”, al quale sono intitolate diverse sale di lettura e consultazioni librarie.
Oltre ai sopraccennati rappresentanti, apportarono il proprio contributo assessori comunali e provinciali, alcuni segretari degli Enti Turistici delle suddette province nonché il presidente del Comitato scientifico del Centro di Studi Salentini, prof. Pier Fausto Palumbo: chi più, chi meno, ciascuno ha lasciato un ricordo, un’eredità, una traccia di valore.
Il motivo di questa rievocazione, dopo il doveroso preambolo, è duplice. Intanto perché le “Celebrazioni” divennero l’occasione per allestire la manifestazione che rispose appieno all’intento degli organizzatori: la mostra nazionale su Gioacchino Toma (1836-1891), riguardante la migliore produzione dell’eccellente pittore salentino, uno tra i massimi dell’Ottocento italiano, trasferita poi a Napoli, allestita nel locale Circolo Cittadino. Poi perché alcune rappresentazioni teatrali come I martiri d’Otranto furono ospitate anche a Brindisi e a Taranto, in modo da consentire una più larga divulgazione del memorabile sacrificio della popolazione otrantina (1480).
Ciascun rappresentante dei rispettivi consigli provinciali propose di celebrare un concittadino o un personaggio illustre; Taranto indicò Archita (matematico), G. Paisiello (musicista), T. D’Aquino (filosofo), mentre Brindisi scelse L. Leo (musicista), S. Lorenzo da Brindisi (dottore della Chiesa), Vincenzo Lilla (filosofo) e F. Milizia (architetto).
Riporto quanto scritto dalla Voce del Sud del 6 marzo 1954: «Tutti i presenti si sono trovati d’accordo con le proposte formulate e da ogni singolo intervento è emerso chiaramente un nuovo spirito di sempre migliore compattezza tra le tre province salentine».
Aleggiava un palpabile fervore e una decisa volontà di affermazione dei diritti del Salento (allargato alle tre province di Lecce, Brindisi e Taranto) attraverso le giornate delle “Celebrazioni” così che Teodoro Pellegrino propose la costituzione di un Consorzio Interprovinciale Universitario «allo scopo di realizzare così come si è fatto in altre regioni, la tanto auspicata istituzione dell’Università salentina». Tale proposta, conclude l’articolo «ha riscosso l’entusiastico unanime consenso dei presenti e si è deciso di affidare ad un’apposita commissione il compito di definire uno schema di costituzione del Consorzio al quale saranno chiamati a partecipare tutti gli enti interessati delle tre province salentine». L’Università cominciò la sua attività didattica nel 1956.
Quanto sia realmente accaduto è negli atti dell’archivio storico dell’Università; certo è ammirevole il comportamento unitario avuto dagli uomini sopraccennati.

Rossella BARLETTA
Scrittrice e giornalista, appassionata di cultura salentina ne indaga gli aspetti storici, folklorici, antropologici, linguistici, onomastici trasferendoli in pubblicazioni e saggi che riscuotono successo di critica e di pubblico. Collabora con riviste ed emittenti radio locali.