Il bilancio è drammatico: 21 milioni di alberi distrutti, 150mila ettari di terreno ridotti in paesaggio spettrale, un miliardo e mezzo di danni, campagne abbandonate, un territorio ormai desertificato con effetti devastanti dal punto di vista economico, sociale, ambientale e paesaggistico. Non è solo l’agricoltura a soffrirne, ma anche il turismo e l’industria conserviera e di trasformazione dei prodotti agricoli. In dieci anni la Xylella ha messo in ginocchio l’intero Grande Salento. Troppo poco è stato fatto dal 2013 ad oggi anche perché le risorse investite non sempre sono state impiegate in maniera adeguata. Serve un reale cambio di passo per tentare di ricostruire la penisola salentina con lo stanziamento di nuovi fondi o l’utilizzo differente di quelli già erogati e, poi, utile potrebbe essere la nascita di una “zona agricola speciale” finalizzata allo snellimento degli iter burocratici per l’espianto ed il reimpianto. A chiederlo le Camere di commercio di Lecce, Brindisi e Taranto durante l’incontro sul tema promosso ieri nel capoluogo salentino alla presenza di parlamentari, consiglieri regionali, associazioni di categoria e operatori del settore. Un appello raccolto dall’assessore regionale all’Agricoltura Pentassuglia che ha avanzato una richiesta precisa di aiuti allo stato e alle altre regioni. La richiesta corale delle tre Camere di Commercio di Lecce, Brindisi e Taranto rappresenta una svolta perché la crescita del territorio del Grande Salento ha bisogno che le istituzioni si muovano insieme. La strada è quella giusta!


















