Vincenzo Ciardo, Gagliano 1940

Stefania CAROFALO

La galleria d’arte Artpoetry, in via Giuseppe Candido, 3 a Lecce, ospita nelle sue sale la mostra, titolata Vincenzo Ciardo. Interprete del paesaggio dagli anni Venti agli anni Sessanta del Novecento, curata da Salvatore Luperto. I quadri sono esposti seguendo un percorso cronologico in cui è possibile osservare le fasi evolutive della rappresentazione pittorica e con essa la trasformazione del paesaggio stesso nell’arco temporale di quarant’anni.

Vincenzo Ciardo, (1894-1970) artista gaglianese, all’età di 14 anni parte per Urbino per studiare all’Accademia di Belle Arti delle Marche, dove segue gli insegnamenti dell’artista leccese Luigi Scorrano; in seguito, nel 1920 si trasferisce a Napoli dove subisce il fascino del Verismo della Scuola di Posillipo, caratterizzata prevalentemente dalla rappresentazione del Vesuvio e del Golfo di Napoli eseguiti con grande attenzione nell’uso del colore e della luce; al contempo è attratto dalla pittura di fine ottocento, e in particolare dal post-impressionismo di Paul Cézanne e Pierre Bonnard.

Il suo nome è presente tra i protagonisti dell’esperienza bohémien del Quartiere Latino di Napoli e contribuisce al dibattito culturale nella frequentazione di Girolamo Comi, barone di Lucugnano, Maria Corti, Ferruccio Ferrazzi Michele Pierri e Donato Valli.

Da qui inizierà la sua personale interpretazione paesaggistica: dipinge panorami marini e campestri nelle diverse ore del giorno e della sera. Dai suoi quadri emerge anche l’attenzione per il paesaggio che cambia con gli anni. Compaiono infatti i pali della linea elettrica o la luce accesa dei lampioni nei paesaggi serali.

Si assiste nei quarant’anni delle opere esposte, all’evoluzione dello stile caratterizzato sempre da pennellate veloci che rendono i soggetti comunque riconoscibili anche se tecnicamente diversi.

Col passare degli anni la pittura di Ciardo sembra che abbia fretta di cogliere l’istante e l’atmosfera del momento, che inevitabilmente cambia col trascorrere del tempo e che dopo una rapida osservazione trasferisce il “colpo d’occhio” e le sue intime visioni, con alcuni particolari appena abbozzati, sul supporto rigido, spesso in legno.

L’interessante mostra, del pittore onorato dalla titolazione del Liceo Artistico che porta il suo nome affiancato a quello del sindaco Pellegrino, è stata inaugurata il 30 ottobre con l’intervento della Professoressa Regina Poso e di Salvatore Luperto ed è visitabile sino al 30 novembre su appuntamento telefonando al 329.6249713

Stefania CAROFALO
Architetto che ama l'Arte e le parole