«Era appena il 20 agosto scorso quando il presidente Emiliano, intervistato in occasione della presentazione del suo movimento sulla norma relativa al trattamento di fine mandato dei consiglieri regionali, si esprimeva con queste parole: “Quell’emendamento è stato un errore, sono per l’immediata abrogazione”. In realtà quel gesto compiuto dall’intero consiglio regionale all’unanimità e in piena estate, aveva “infastidito” l’intera opinione pubblica. Una norma introdotta con un colpo di mano che stabiliva un trattamento economico persino retroattivo, appariva ai più uno schiaffo ai tanti pugliesi alle prese con le difficoltà dettate dal Covid», dice Ada Fiore, coordinatrice regionale pugliese di Italia Viva. «Ma le parole del Presidente Emiliano avevano rassicurato – continua Fiore -. Per questo ero fiduciosa che nel primo consiglio regionale utile avrebbe mantenuto la promessa e abrogato quella norma di cui lui, a suo dire, non avrebbe saputo nulla. Ma tant’è però che ieri si è già svolto il primo Consiglio regionale dopo le vacanze e, a sbirciare tra i punti all’ordine del giorno, si contano ben 62 mozioni da parte di vari consiglieri regionali, ma nessuna traccia di abrogazione della norma incriminata. Dunque per ora tutto tace. D’altra parte, chi avrebbe interesse ad alzare la voce se maggioranza e opposizione sono perfettamente in sintonia? A meno che non si stia lavorando per raggiungere lo stesso obiettivo in altro modo. E questo sarebbe ancora più scandaloso. Noi, però, saremo vigili e attenti. Per una questione di dignità, di trasparenza, di equità. A tutela dei cittadini di Puglia».


















