Corsano

Lungo le vie del sale

  • Venerdì, 12 Aprile 2019
Lungo le vie del sale
  • Piccolo centro del Capo di Leuca, si affaccia sul mare Adriatico. Nonostante la non generosità del terreno, l’operosità dei suoi abitanti ha reso possibili energiche opere di risanamento per rendere coltivabili i campi, liberandoli da pietre e rocce. Le coltivazioni si basano sulla produzione di uva, olio e tabacco. Oltre all’agricoltura, un considerevole apporto alla sua economia è dato dal turismo, grazie alla bellezza delle sue coste.

Posizione Comune situato nel Salento meridionale, a pochi km da Santa Maria di Leuca. Il nucleo abitativo sorge sulle ultime propaggini delle Serre salentine. Il litorale si estende sull’Adriatico per circa quattro km. Numerose sono le grotte sommerse ed emerse. Lungo la costa insistono i resti delle torri Specchia Grande e del Ricco. Dall’ottobre 2006, parte del suo territorio rientra nel Parco Costa Otranto-Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase istituito dalla Regione Puglia.

Toponimo Deriverebbe dall’unione delle parole latine cor e sanum, che significano “cuore sano”. Secondo altre ipotesi è da ricercare nel nome latino del centurione romano Curtius, al quale fu affidato il territorio, in seguito alla conquista romana della penisola salentina.

Stemma Raffigura due vipere attorcigliate a forma di numero otto nel quale è inserito un cuore. Quest’ultimo, che richiama il toponimo, vorrebbe indicare l’indole nobile e sincera degli abitanti. I serpenti sembrerebbero, invece, contrastare quest’idea rappresentando, secondo un’interpretazione corrente, l’odio e il rancore. Tuttavia i rettili, nella simbologia classica, non hanno un’interpretazione negativa e, anzi, sono simbolo di prosperità e pace.

Soprannome I corsanesi sono chiamati calcagni tosti, calcagni induriti. Il nomignolo aveva due diverse sfumature: indicava sia che gli abitanti, essendo abituati a camminare a piedi, anche sugli scogli del mare per raccogliere il sale, avevano indurito i calcagni incalliti; sia che, essendo piccolo il loro feudo, erano costretti a cercare lavoro in altri paesi vicini, dove si recavano anche a piedi.

Origini Il luogo sarebbe stato abitato sin da tempi antichi, come testimoniato dalla presenza di alcune specchie, e sarebbe stato fondato sotto l’occupazione romana nel V secolo a.C. per opera del centurione romano Curtius. Tale ipotesi è suffragata dal ritrovamento di monete e suppellettili risalenti al periodo della dominazione romana. Molto più probabilmente il primo vero nucleo abitativo risalirebbe al X secolo sotto la dominazione bizantina, testimoniata dal rinvenimento di alcune monete e di tombe nella zona denominata “Pasco”.

Le vie del sale [Lungo la litoranea]. Sui quattro km di costa, in particolare tra la zona Scalamascio e Funnevoliere, molti corsanesi, nel IX secolo, si dedicavano alla produzione e al contrabbando del sale, sfidando le proibizioni locali e nazionali. Con un rudimentale piccone, scavavano e collegavano tra di loro le numerose conche, vasche naturali tra gli scogli nelle quali si depositava l’acqua del mare. Le saline, intorno al 1860, costituirono una ricchezza per molte famiglie corsanesi. Dopo le mareggiate di maggio, che ripulivano gli scogli, iniziava il riempimento e la cura delle conche, in attesa che l’evaporazione dell’acqua marina lasciasse sedimentare il sale. Mentre gli uomini erano impegnati nella raccolta del sale, le donne facevano la sentinella per avvertire i mariti dell’arrivo dei doganieri. Durante il trasporto del sale, in sacchi o capase di terracotta, era necessario utilizzare i tratturi trasversali, che si arrampicavano lungo il pendio, con dislivelli anche di 120 metri. Questi sentieri, ancora oggi percorribili, presero il nome di “vie del sale”.

Chiese Da vedere la Chiesa di Santa Sofia riostruita nel 1939, in luogo di quella più antica del XVI secolo, crollata nel 1932. Dell’antica struttura rimangono un battistero in marmo di Carrara dei primi anni del XIX secolo, vari dipinti e un pulpito ligneo del 1777. La facciata richiama lo stile romanico. La chiesa accoglie una statua lignea seicentesca di san Biagio, traslata dalla chiesa dell’Immacolata nel 2009. Interessante anche la Cappella di San Bartolo costruita nel 1714. Fu voluta dalla famiglia Bortune, i cui eredi ne mantengono la proprietà. La facciata è priva di decorazioni, ha solo una piccola nicchia e un campanile a vela sovrastante. Dalle semplici linee architettoniche, presenta un interno ad aula unica di piccole dimensioni. Sull’unico altare è collocata una tela raffigurante il martirio di san Bartolomeo e in un armadio è conservata una statua dello stesso santo.

Castello Baronale Capece Fu eretto intorno al XVII secolo sul posto di un’antica fortezza del XIII secolo. Modificato nel corso dei secoli, fu adibito anche a deposito per il tabacco. Al corpo principale, un tempo, era annessa la cappella di San Vito. Si racconta che i feudatari Capece fecero costruire sotto il castello un passaggio segreto, un percorso sotterraneo della cui esistenza doveva esserne a conoscenza solo il barone che, in caso di pericolo, avrebbe raggiunto rapidamente l’aperta campagna. Per garantire il segreto di questo passaggio, il barone fece uccidere il progettista e il costruttore dell’opera.

Torri costiere La Torre Specchia Grande, situata a 127 metri sul livello del mare, fu edificata nel 1584. Consta di un solo piano di forma troncoconica, corrispondente al basamento originario, di una scala in muratura a ridosso della parete esterna e di un cordolo, che originariamente divideva la base dal piano superiore. La Torre del Riccio, conosciuta anche con il nome di Torre dello Rio o di Cala del Rio. Posta a 62 metri sul livello del mare, fu costruita tra il 1563 e il 1569. Della struttura rimangono soltanto i ruderi ad eccezione di una parte del basamento in pietrame irregolare e terra rossa.

Sagra della paparotta [Il 7 agosto, località Pozze]. Degustazione di piatti tipici. La manifestazione si svolge nella cornice del Parco naturalistico Otranto Santa Maria di Leuca. La pietanza principale è la paparotta, uno stufato di pane raffermo, legumi e verdure.

Il Grande Salento Direttore Lino De Matteis - Testata iscritta al n. 3/2014 del Registro Stampa del Tribunale Lecce - Cell. +39 335 8281686 - redazione@ilgrandesalento.it | Editore: Glocal Editrice Lecce | Powered by Clio S.r.l. Lecce | Glocal Editrice © copyright 2018-2019 | Tutti i diritti riservati | Privacy policy