Otranto

La cava di bauxite

  • Giovedì, 16 Maggio 2019
La cava di bauxite
  • Foto di Eduardo DE MATTEIS

Suggestiva una passeggiata per vedere la “cava di bauxite”, un giacimento di estrazione mineraria, ormai dismesso, in cui si è formato un laghetto verde smeraldo, che da vita a un suggestivo contrasto con il colore rosso delle pareti rocciose circostanti. La cava si trova nell’entroterra salentino, tra Otranto e la zona circostante il rinomato faro di Punta Palascia, nei pressi di Monte Sant’Angelo. È stata un’importante fonte di sostentamento per tutti coloro che hanno estratto il materiale negli anni in cui il sito è rimasto in attività. La scoperta del giacimento risale al 1940 e il suo sfruttamento è iniziato contestualmente, per poi cessare nel 1976, quando proprio a partire da questo momento, si è sviluppata la cava di bauxite così come la vediamo oggi. Da un punto di vista commerciale questa cava ha rivestito un ruolo importante lungo tutto il corso degli anni Cinquanta e, soprattutto, Sessanta e Settanta, il minerale estratto veniva inviato negli stabilimenti di Porto Marghera, dove si lavorava all’estrazione dell’alluminio. Dopo l’abbandono della cava, grazie alle infiltrazioni d’acqua di una delle falde acquifere presenti nel territorio carsico, si è man mano formato un laghetto, la cui acqua ha assunto un colore particolarmente intenso a causa della presenza di residui di bauxite. La terra intorno al lago, colorata dalla presenza dominante del minerale, appare di un colore rosso intenso e mette ancor di più in risalto il verde brillante delle acque stagnanti, nonché il colore intenso della vegetazione circostante. La miniera a cielo aperto non è stata sottoposta ad alcun intervento di recupero ambientale, le acque che hanno riempito lo scavo hanno dato origine ad un vero e proprio ecosistema lacustre, ricco di flora e fauna. La natura si è dunque impadronita di nuovo, in modo del tutto spontaneo, di un luogo che aveva subito il forte impatto dell'intervento umano. Inoltre, la terra circostante la bocca della cava, in virtù del suo colore rosso intenso, viene spesso prelevata ed utilizzata ancora oggi per la produzione di colori da adoperare per l’artigianato locale. (Ilenia Falco)

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