Acquarica del Capo

Il paese delle “sporte”

  • Domenica, 03 Febbraio 2019
Il paese delle “sporte”
  •  Il castello medievale di Acquarica del Capo

Il piccolo centro agricolo del Capo di Leuca, situato ai piedi delle Serre Salentine, è noto per i suoi vini e per la presenza di un importante castello normanno. Caratteristica è la lavorazione del giunco, pianta che cresceva abbondante e rigogliosa negli acquitrini e nelle paludi della zona: dalla sua lavorazione si producono cesti, sporte, panieri, un tempo indispensabili per le attività casalinghe e per il lavoro dei contadini. Ora questi prodotti artigianali sono venduti soprattutto come oggetti di ornamento per ambienti rustici.  

Il suo nome deriva dal latino “Aquarius”, perché il territorio circostante un tempo era ricco di sorgenti. L’aggiunta “del Capo” è per distinguersi da Acquarica di Lecce, frazione di Vernole. Anche lo stemma rappresenta una fontana che zampilla e richiama l’abbondanza di acqua della zona, oggi prosciugata dalla “vora”, una grande voragine naturale ancora attiva, nella quale confluisce l’acqua piovana. Lo stesso soprannome degli acquaricesi fa riferimento all’antica attività di lavorazione del giunco, sono infatti chiamati “spurtári”, sportari, vale a dire gente dedita un tempo alla lavorazione di sporte e canestri di giunco.  

La principale attività artigianale si basa, in parte, ancora sulla produzione di cesti e panieri per la raccolta delle olive e dei prodotti della terra e sulla realizzazione di contenitori per formaggi e ricotte (fische). La lavorazione del giunco risale all’Ottocento e nella prima metà del Novecento: i cestini furono esportati in Europa e in America. Il “Museo del giunco”, in piazza dell’Amicizia, ospita una sezione dedicata agli attrezzi e alle varie fasi del lavoro: la raccolta, la bollitura, l’essiccazione, la zolfatura e la lavorazione dei manufatti. Di particolare interesse è il Presepe di giunco.  

Il territorio fu abitato sin dal Neolitico, come testimoniano i reperti rinvenuti nella “Caverna della Madonna della Grotta”. Il centro urbano iniziò a svilupparsi dal X secolo, in seguito alla distruzione di alcuni casali vicini, come Cardigliano, Ceciovizzo (oggi Celsorizzo) e Pompignano. Intorno al IX secolo i saraceni invasero e distrussero Pompignano. Gli abitanti scampati alla devastazione si rifugiarono in un luogo ricco di sorgenti e edificarono il nuovo centro, Acquarica, che crebbe ulteriormente con la caduta anche di Ceciovizzo e Cardigliano.  

Da vedere la Chiesa di San Carlo Borromeo, edificata agli inizi del XVII secolo. L’interno è a due navate. Sull’ingresso principale è riportata la data 1661, che potrebbe però riferirsi ad interventi di restauro dopo il crollo del campanile. Nel 1664, Giovanni Antonio de Capo si fece costruire la cappella dedicata all’Annunciazione di Maria, con un elegante altare e con tomba propria. Forse questa fu l’origine della costruzione della navata laterale che affiancò quella centrale. Fino agli inizi degli anni Sessanta, accanto alla facciata, vi era l’antica torre dell’orologio. Tra i suoi ruderi fu trovata l’epigrafe del 1772, che è stata murata sul muro di levante. La Chiesa di San Giovanni Battista, risalente al 1500, ma attestata solo dal 1670. Fu ricostruita interamente nel 1828, sull’area di una precedente struttura cinquecentesca, che era stata la chiesa parrocchiale del casale di Acquarica fino al 1619, come dice l’epigrafe latina posta sulla porta d’ingresso. Ha una sobria facciata, caratterizzata da una meridiana e da una nicchia, posta sulla sommità, contenente una statua in legno d’olivo raffigurante San Giovanni Battista. Sul muro esterno di levante, si conserva un’iscrizione greca del 1738, che apparteneva alla chiesa precedente. La Chiesa della Madonna dei Panetti, edificata tra l’XI e il XII secolo. È la chiesa dell’antico casale di Celsorizzo. Rappresenta una delle più antiche costruzioni religiose del basso Salento. Ha una pianta a doppia abside, esempio raro nell’intera provincia di Lecce. Il titolo di Madonna dei Panetti deriverebbe, secondo una tradizione del XVIII secolo, dai panetti distribuiti ai poveri e confezionati con il grano donato alla chiesetta. Nelle sue vicinanze c’è l’omonimo frantoio ipogeo.  

Interressante il Castello Medievale, edificato nelle forme attuali, nel XIV secolo, dagli Orsini del Balzo. All’origine la fortezza, costruita dalla famiglia normanna dei Bonsecolo, consisteva in una cinta rafforzata da quattro torrioni, dei quali se ne conserva solo uno. Il castello passò poi alla famiglia Guarini, della quale si distinguono ancora gli stemmi araldici scolpiti sulla facciata. All’interno ci sono le tracce dell’antica chiesa di San Francesco, con alcune tombe. Il Palazzo Villani, costruito nell’Ottocento, ospita il Museo del giunco e la Biblioteca comunale.

Da visitare la Masseria di Celsorizzo, sulla strada per Torre Mozza, all’uscita del paese. Il primo nucleo dell’edificio fortificato risale alla prima metà del XVI secolo. La masseria è caratterizzata da un’alta torre a pianta quadrata con feritoie e caditoie e da altri vani aggiunti nell’Ottocento, come si può dedurre dalla data 1807 incisa sull’architrave del portale di accesso. L’adiacente torre colombaia, a pianta circolare, fu edificata, nel 1550, dalla famiglia feudale dei Guarino. All’interno della torre si conserva una piccola cappella dedicata a San Nicola, risalente al XIII secolo. D’interesse sono anche i Trappeti a grotta, frantoi per la lavorazione delle olive scavati nella roccia tra il XVI-XVII secolo. Dei nove trappeti esistenti ne rimangono solo cinque, dei quali uno è il frantoio ipogeo della Madonna dei Panetti.

Durante la stagione estiva, verso metà luglio, si tiene una interessante Sagra del grano, durante la quale si possono magiare pane e pasta fatta in casa.

Il Grande Salento Direttore Lino De Matteis - Testata iscritta al n. 3/2014 del Registro Stampa del Tribunale Lecce - Cell. +39 335 8281686 - redazione@ilgrandesalento.it | Editore: Glocal Editrice Lecce | Powered by Clio S.r.l. Lecce | Glocal Editrice © copyright 2018-2019 | Tutti i diritti riservati | Privacy policy