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Il Grande Salento - rivista online di Brindisi Lecce e Taranto - Nel Capo di Leuca a "Finibus Terrae"
Castrignano del Capo

A Leuca, "Finibus Terrae"

  • Mercoledì, 20 Febbraio 2019
A Leuca, "Finibus Terrae"
  • Piccolo comune all’estremità meridionale della provincia. La sua economia è agricola ma anche il commercio e il turismo costituiscono una risorsa importante. Grazie alla vicinanza con Santa Maria di Leuca, conosciuta come Finibus Terrae, che attrae ogni anno decine di migliaia di turisti, il paese è ricco di strutture ricettive e punti di ristoro che durante i mesi estivi costituiscono una notevole fonte di guadagno. È il comune pugliese più a sud della regione e comprende la rinomata località marina di Santa Maria di Leuca.

Toponimo Come per Castrignano dei Greci e per Castrì di Lecce, anche per questo comune si pensa che il nome derivi dalla parola latina castrum, che significa fortezza. L’aggiunta “del Capo”, perché sorge nel “Capo di Leuca”, è per distinguerlo da Castrignano dei Greci.

Stemma Rappresenta un castello con tre torri, di cui quella centrale più alta e più larga. Evidente il riferimento al toponimo.

Soprannome I castrignanesi sono detti cuzzíddhi, che vuol dire “piccole lumache”, a causa di un evento che, tra storia e leggenda, li avrebbe visti protagonisti tanti anni fa. Durante la processione per la festa di San Giuseppe arrivò un violento temporale e, chi da una parte, chi dall’altra, tutti i fedeli si dettero a cercare rifugio. Nel volgere di qualche minuto, sulla strada rimase solo la statua di San Giuseppe sotto la pioggia battente. Quando il maltempo si placò, la gente, avendo notato nei campi un’abbondante presenza di lumache, anziché ritornare alla processione, si sparse nella campagna per raccogliere li cuzzíddhi.

Origini Il territorio fu insediamento romano, ma la presenza dell’uomo risale all’Età del Bronzo come testimonia il menhir di Mensi, nella frazione di Giuliano di Lecce. Si racconta che San Pietro, nel suo viaggio verso Roma, si sia fermato precisamente a Santa Maria di Leuca e che, da allora, il tempio pagano dedicato alla dea Minerva sia diventato il Santuario della Madonna de finibus terrae. Il vero e proprio centro urbano cominciò a prendere forma solo intorno al IX secolo, quando i saraceni distrussero la vicina Vereto, causando la fuga dei suoi abitanti che crearono nuovi agglomerati, come quello di Castrignano del Capo.

Madonna delle morelle Secondo una leggenda, nel Settecento, un cacciatore camminava nel bosco rimuginando sul suo carniere vuoto. Improvvisamente vide sul ramo di un albero un cardellino, puntò il fucile e fece fuoco. Il cacciatore aveva una buona mira e si stupì quando vide che l’uccello non si era nemmeno mosso. Caricò di nuovo e sparò, ma anche questa volta il cardellino rimase al suo posto, incolume. L’uomo infuriato andò allora sotto l’albero e vide tra i rami di un cespuglio di more (o morelle, come sono chiamate qui) un’immagine della Madonna. Capì di trovarsi di fronte a un miracolo e decise di far costruire la chiesetta dove fu riposto il quadro, scomparso (forse rubato) tempo dopo.

Chiese Da vedere la Chiesa Madre di San Michele è situata nel cuore del paese. La costruzione ebbe inizio nel 1743 e sorge sulle rovine di una precedente chiesa, distrutta dal terremoto. I lavori furono completati nel 1751. La Cappella della Misericordia Risale al 1639 e fu edificata sulle rovine di un’altra chiesa dedicata a Santa Maria del Trisciolo.

Borgo Terra L’antico centro di Castrignano del Capo rappresenta la prima società rurale del paese e risale al Medioevo. Il borgo, uno dei luoghi più spettacolari del paese, è costituito da una serie di piccoli e contorti vicoli che si snodano tra le pareti bianche delle case a corte con caratteristici balconi. Vi è la presenza di numerosi frantoi ipogei. Il piccolo centro medievale fu arricchito nel 1460 dal Palazzo Fersini.

Palazzo Muzi Edificato tra il XVIII e il XIX secolo. Fu costruito lungo le mura di cinta del Borgo Terra. Si racconta che questa dimora abbia ospitato nel 1807 Giuseppe Bonaparte. Inoltre, nel 1943, vi alloggiò il re Vittorio Emanuele III accompagnato dal maresciallo Badoglio.

SANTA MARIA DI LEUCA Rinomata località turistica del Capo di Leuca. In passato la frazione era divisa fra il comune di Gagliano del Capo, per la parte dove è ubicato il Santuario di Santa Maria de Finibus Terrae, e il comune di Castrignano del Capo, per la parte della Marina di Leuca. La vicenda legale tra i comuni, terminata dopo 83 anni, ha stabilito che Leuca ricade tutta nel comune di Castrignano del Capo. Più precisamente s’intende per Santa Maria di Leuca sia la zona sopra il promontorio su cui Castrignano Del Capo si trovano la Basilica e il faro sia la Marina di Leuca situata più in basso, compresa tra Punta Meliso e Punta Ristola, estremo lembo meridionale del Salento.

Chiese Da vedere la Basilica de Finibus Terrae, presso il faro. Si dice che San Pietro, in viaggio per Roma, fece tappa a Leuca, e da allora il tempio dedicato alla dea Minerva, posto sul promontorio japigeo, diventò un luogo di culto cristiano. La chiesa, con l’attuale struttura fortificata, fu costruita tra il 1720 e il 1755 per resistere ai ripetuti attacchi da parte d’invasori turchi e saraceni. Dal 1990 il Santuario è diventato Basilica. Nel piazzale antistante alla Basilica, rivolta verso la marina del paese, sorge la Croce monumentale, eretta nel 1901 in occasione dell’Anno Santo. E la Chiesa di Cristo Re, nel centro della Marina di Leuca. I lavori di costruzione iniziarono nel 1896 ma l’apertura avvenne 40 anni dopo.

Ville ottocentesche Leuca è una località turistica famosa soprattutto per le ville ottocentesche. Verso la fine del XIX secolo si contavano per la precisione 43 ville, molte delle quali oggi sono in disuso o appaiono profondamente trasformate rispetto al passato. Tra le ville meglio conservate e che più caratterizzano il luogo si ricordano: Villa Daniele, Villa Fuortes (sede della Pro Loco), Villa Mellacqua, Villa La Meridiana, Villa Loreta Stefanachi, Villa Episcopo, Villa Colosso, Villa Arditi, Villa De Francesco, Villa Seracca.

Cascata monumentale Famosa è la scalinata della cascata monumentale costituita da due rampe di scale, ognuna di 300 gradini, che collegano il Santuario con il porto vecchio. Fu costruita nel periodo fascista in occasione delle opere terminali dell’Acquedotto. Le due scalinate sono separate da una cascata artificiale aperta solo in occasioni particolari. A piedi delle scale si eleva la colonna romana del 1939.

Faro di Santa Maria di Leuca Sorge su Punta Meliso. Fu attivato nel 1866. È alto metri 48,60 e si trova a 102 metri sul livello del mare. Emette tre fasci di luce che sono visibili, in particolari condizioni meteorologiche, a oltre 40 km. Nel 1937 l’alimentazione del faro, che fino a quel momento era stata a petrolio, fu trasformata in energia elettrica. La lanterna originale fu costruita a Parigi e sostituita più volte insieme all’apparato rotatorio.

Torre dell’Uomo Morto Detta anche “Torre dell’Omomorto”, è una delle centinaia di torri che si trovano lungo tutta la fascia costiera salentina. Elementi di difesa, tali torri servivano soprattutto ad avvistare l’eventuale presenza e avvicinamento delle navi dei turchi. La denominazione “Uomo Morto” è dovuta ad alcune ossa umane ritrovate al suo interno.

Grotte La costa del Capo di Leuca è ricchissima di grotte, in alcune delle quali si accede solo via mare e rappresentano un vero spettacolo della natura. Tra le più caratteristiche Grotta del Diavolo, su Punta Ristola, misura 40 metri in lunghezza e 17 in larghezza e conduce direttamente a mare; Grotta Porcinara, detta anche “Portinaia”, nei pressi di Punta Ristola, di notevole importanza storica perché gli archeologi hanno rinvenuto nella zona una struttura in doppia cortina muraria; Grotta del Morigio, sotto il punto dove la cascata monumentale si riversa a mare. 

Ville in festa [La 2ª decade maggio]. Visita alle ville ottocentesche. Tra gli edifici che aprono i loro giardini ai visitatori ci sono Villa Arditi, Villa Calasso, Villa Daniele, Villa La Meridiana, Villa Arditi Seracca e Villa Gioacchino Fuortes. Previste visite guidate, performance di pittori e scultori, mostre ed escursioni.

L’intorciata [Il 14 agosto]. Tipica processione con la statua della Madonna, che dalla Chiesa di Cristo Re, nella marina di Leuca, raggiunge la Basilica, dove si svolge la veglia in preparazione della festa dell’Assunta.

Festa della Madonna di Leuca [Il 15 agosto]. Il momento culminante delle celebrazioni, nel pomeriggio, quando si svolge la processione a mare. La statua della Madonna viene sistemata sui barconi dei pescatori, addobbati a festa, che dal porto raggiungono la marina di San Gregorio, mentre numerose imbarcazioni di turisti e devoti si accodano alla processione a mare. A conclusione della serata il tradizionale spettacolo dei fuochi pirotecnici.

Sagra del pesce fritto [La 2ª decade di agosto]. Si possono mangiare diverse varietà di pesce.

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