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A Casaranello Santa Maria della Croce, gioiello dell’arte bizantina

  • Martedì, 28 Aprile 2020
A Casaranello Santa Maria della Croce, gioiello dell’arte bizantina

di Valentina VERGARO*

Appena sarà finita la pandemia, non lasciatevi sfuggire l’opportunità di visitare uno degli scrigni più preziosi dell’arte bizantina nel Grande Salento. Non fermiamoci solo a fare una passeggiata a Gallipoli. Spingiamoci oltre, nell’entroterra e scopriremo un’autentica leggenda di altri tempi: la Chiesa di Santa Maria della Croce. E’ un edificio di origine paleocristiana, datato addirittura al V secolo d.C., la più antica chiesa di Puglia dove, si dice, fu battezzato il Papa di Casarano, Pietro Tomacelli, alias Papa Bonifacio IX (1359-1404 ).

Casaranello Chiesa Santa Maria della Croce 1

Studiosi accertano che si trovi in un punto nevralgico che in passato costituiva un crocevia di antichi cammini, percorsi da viandanti e pellegrini che si recavano a Leuca per raggiungere il Santuario De Finibus Terrae. Guardando il prospetto esso appare semplice, sobrio, tipico dello stile paleocristiano; l’interno è costituito da tre navate, arricchite da affreschi di epoca bizantina, ma ciò che colpisce maggiormente è il presbiterio con volta a botte, caratterizzato da una decorazione a mosaico preziosissima. All’interno troviamo simboli quali lepri, pesci, melagrane, simboli criptati della religione orientale, secondo molti studiosi, messaggi lasciati in incognito, non svelati totalmente.

Casaranello Chiesa Santa Maria della Croce 3

Ricordiamo, infatti, che nel IX-XI secolo i monaci basiliani fuggivano dall’iconoclastia della chiesa di Bisanzio e sbarcavano sulle coste salentine trovando rifugio nelle campagne, costruendo Cripte e Chiese, agevolati dalla natura carsica del terreno.
La cupola presenta un mosaico raffigurante la volta celeste (V-VI sec.) che non è da considerarsi per nulla inferiore a quello del Mausoleo di Galla Placidia a Ravenna.
Nella navata centrale troviamo invece affreschi databili a diverse epoche, dal X al XIII secolo, raffiguranti diversi santi e una Madonna con Bambino, la tipica Theotokos, il dogma della verginità di Maria.
Insomma a pochi passi da Lecce troviamo un capolavoro unico dell’età bizantina con un mosaico parietale che, ad oggi, rappresenta un unicum nella storia dell’arte dell’antica “Calabria”.

*Associazione di promozione turistica “Incoming Salento”

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