Glocal Editrice/2 Lino De Matteis

COSIMO ABATE

  • Mercoledì, 05 Agosto 2020
COSIMO ABATE
  • Titolo: COSIMO ABATE
  • Sottotitolo: Un socialista del Sud
  • Autore: Lino De Matteis
  • Editore: GLOCAL EDITRICE, Giugno 2007, Pagg. 416, Euro 24,00
  • Distribuzione e vendita: SalentoLibri.it

«Le ingiustizie e la miseria erano macroscopiche e nei paesi del Sud come Maglie, dominati da agrari e latifondisti, si viveva sotto una cappa di piombo paralizzante. Per un giovane non restava altro che adeguarsi o emigrare all’estero per cercare fortuna e libertà. Decisi di rimanere, ma non per adeguarmi, bensì per dare un contributo al cambiamento. Mi misi a coltivare la pianticella del socialismo per far crescere la speranza e fare qualche cosa di concreto per i più umili e bisognosi e ci stavo riuscendo, se non mi avessero fatto fuori».

Biografia dell'onorevole Cosimo Abate, protagonista per mezzo secolo della vita politica di Terra d'Otranto nel dopo-guerra. E' la storia di un politico di altri tempi, nel quale l'appartenza ad un partito non impediva di avere alto il senso delle istituzioni pubbliche e l'obiettivo del bene comune.

Nel profondo Mezzogiorno del dopoguerra, in un Salento dominato ancora dai monarchicofascisti, nella Maglie succube di agrari e latifondisti, un uomo di umili origini riuscì a ribellarsi e a rompere le catene del potere clericodemocristiano.
Maestro elementare e giornalista, Cosimo Abate è una persona concreta, un realizzatore puntiglioso e instancabile, un abile oratore capace di entusiasmare chiunque, un trascinatore irresistibile con la sua simpatia e umanità accattivanti. L’impegno, la coerenza e dedizione agli ideali del socialismo, la tenacia per uscire dall’anonimato ed “essere qualcuno”, lo portarono nel 1963 ad essere eletto primo deputato del PSI di Terra d’Otranto.
Nenniano e spirito riformatore, fu fautore dell’apertura ai cattolici e in Parlamento votò la nascita del primo centro-sinistra guidato dall’illustre suo compaesano Aldo Moro. Come componente della Commissione Lavori Pubblici, con il ministro Giacomo Mancini, Abate fece affluire un fiume di finanziamenti statali a molti Comuni per la realizzazione di opere pubbliche. Quando fu eletto alla Camera, quasi tutte le amministrazioni cittadine salentine erano nelle mani dei democristiani. Al termine della sua legislatura, la DC ne aveva perdute circa la metà, passate ai socialisti e alle giunte frontiste di sinistra.
Era arrivato sulla scena politica come una meteora e, in pochi anni, stava cambiando il volto del Salento. Dotato di un forte spirito autonomista, non solo rischiava di insidiare il potere democristiano, ma stava anche rompendo gli schemi di potere consolidati nel PSI locale. Per questo era diventato l’uomo da battere: un obiettivo nel quale si ritrovarono politicamente accomunati i notabili democristiani e una parte della dirigenza provinciale socialista. Fu il “tradimento” di due consiglieri comunali socialisti passati con la DC, proprio mentre Abate era avviato a conquistare l’amministrazione di Maglie, a segnare l’inizio del suo declino politico.
Nonostante i contrasti con la segreteria provinciale socialista, Abate ha sempre obbedito al partito, come quando – dopo l’intervento personale del segretario del PSI, Francesco De Martino – si dimise dalla presidenza dell’ospedale di Maglie.
La sua è la storia di chi ha forte il senso delle istituzioni, di un “servitore dello Stato”, una storia che non deve essere dimenticata e che va conosciuta dai giovani di oggi, distratti o forse tentati dal disimpegno dal sociale, e comunque troppo immersi nel consumismo, nell’individualismo, nel relativismo morale ed etico.

Lino De Matteis è giornalista professionista dal 19 gennaio 1982, iscritto all’Ordine dei Giornalisti di Puglia con Tessera professionale n. 41189. Prima di diventare professionista, è stato iscritto nell’Elenco dei Giornalisti Pubblicisti dello stesso Ordine di Puglia, dal 24 febbraio 1976.
Dirige la rivista online di turismo e cultura del territorio “www.ilGrandeSalento.it”. È stato direttore editoriale del quotidiano “Il Paese Nuovo” di Lecce. Ha lavorato come caposervizio presso il “Nuovo Quotidiano di Puglia”, già “Quotidiano di Lecce, Brindisi e Taranto”, di cui è stato, nel 1979, socio fondatore nella Edisalento srl. È stato caporedattore del settimanale “La Tribuna del Salento” e collaboratore del quotidiano “La Repubblica” e del settimanale “L’Espresso”.
Ha iniziato a scrivere i suoi primi articoli nel 1968 su giornali cittadini, come “Il Galatino” e il “Corriere di Galatina” e provinciali, come “L’Ora del Salento”. Ha promosso e realizzato - fin dai tempi della scuola media - alcuni periodici giovanili e studenteschi, come “Noi Giovani”, “Il Calabrone”, “Impegno 70”, “Tempi Nuovi” e “Partecipazione”. Nel 1983, ha fondato e diretto il mensile “Progetto”. Nel 2004, ha fondato la casa editrice Glocal Editrice. Nel 2014, ha fondato la rivista online ilGrandeSalento.it.
È stato componente del Comitato di redazione del “Nuovo Quotidiano di Puglia”. Ha ricoperto la carica di vicepresidente dell’Associazione della Stampa di Puglia e quella di presidente della Sezione di Lecce dell’Assostampa.
Ha scritto i libri “Quel 12 novembre” (La Tribuna del Salento, 1978; Bleve Editore, 1997); “Il caso Fonte” (Edimanni, 1986); “Ramiz Alia. Albania ieri e oggi” (Mapograf, 1992); “il Governatore” (Glocal Editrice, 2004); “La mani sulla Puglia” (e-Book Glocal Editrice, 2006); “Cosimo Abate. Un socialista del Sud” (Glocal Editrice, 2007); “Il giallo di Ugento” (Glocal Editrice, 2009).
È stato curatore e coautore dei libri “Fianco Sud. Puglia, Mezzogiorno, Terzo Mondo: rapporto sui processi di militarizzazione” (Piero Manni, 1989); “Libano. Tra guerra e pace” (Piero Manni, 1991); “L’Oriente che è in noi” (Glocal Editrice, 2011); “Lecce e Salento” (Glocal Editrice, 2013, 2014); “Il Grande Salento” (Glocal Editrice, 2015, 2016).
Suoi scritti compaiono nei libri “La Puglia e il nucleare. Il fallimento di una scelta energetica?” (Tullio Pironti, 1982); “La via del Cile” (Comune di Martignano, 1988); “Narratori salentini” (Salento Domani, 1988); “Ciao Salento. Narratori per la scuola” (Piero Manni, 1989). Il libro “Libano. Tra guerra e pace” é citato nella Enciclopedia Treccani; il libro “Fianco Sud. Puglia, Mezzogiorno, Terzo Mondo: rapporto sui processi di militarizzazione” é citato nelle bibliografie di “La tempesta del deserto. Le armi del Nord, il dramma del Sud” di Daniel Bovet e Manlio Dinucci (Edizioni cultura della pace, 1991) e di “Il rischio Mezzogiorno. Intellettuali e ceto politico meridionale: le resistenze allo sviluppo” di Mario Proto (Piero Lacaita, 1991). Ha pubblicato un breve racconto sul periodico letterario “L’Immaginazione”. Per la sua attività di giornalista e per quella di scrittore è stato più volte citato da Ennio Bonea nei suoi due volumi “Subregione culturale”.
Nella sua attività giornalistica ha dedicato particolare impegno alla ricerca teorica sui mezzi d’informazione di massa, tema su cui ha curato anche una rubrica per il “Quotidiano di Lecce, Brindisi e Taranto” intitolata “Mass media”. Ha il diploma di Maturità classica. Ha studiato presso la Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Bari, ma senza completare gli studi per via dell’impegno giornalistico intrapreso fin dai banchi di scuola. Ha frequentato anche la Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università di Salerno, dove ha approfondito gli studi su “Teorie e tecniche della comunicazione di massa”, “Sociologia della comunicazione” e “Semiotica”. Ha insegnato teoria e tecnica del giornalismo nel corso dell’En.AIP tenuto a Lecce dal 1993 al 1995, giornalismo on-line nel corso della Cliocom tenuto a Roma dal 1998 al 1999 e ha tenuto lezioni di giornalismo presso vari istituti scolastici di secondo grado a Lecce.
Ha viaggiato molto per lavoro e turismo, visitando in particolare Francia, Spagna, Portogallo, Svizzera, Germania, Belgio, Cecoslovacchia, Slovenia, Croazia, Kosovo, Serbia, Bosnia, Albania, Grecia, Turchia, Cipro, Libano, Marocco, Malta, Cile, Argentina e Brasile. Ha approfondito la conoscenza dell’area dei Balcani, in particolare dell’Albania.

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