Prodotti tipici

Il “cucumarazzu” salentino

  • Mercoledì, 26 Giugno 2019
Il “cucumarazzu” salentino

A metà tra un ortaggio e un frutto. Non è un centriolo né un melone. È povero di zuccheri e di sodio e ricco di magnesio e acido folico. Il “cucumarazzu” o carosello salentino è una esclusiva e gustosa varietà orticola del Salento, coltivata in particolare nelle località di Nardò, Copertino, Leverano, Galatina e Taviano. Buon cibo che da secoli accompagna pranzi e cene salentine, infatti, già nell’Ottocento, i contadini ne mangiavano grandi quantità durante il lavoro nei campi, perché essendo ricco d’acqua, ha notevoli capacità dissetanti e può essere consumato facilmente allo stato acerbo. Oggi si può acquistare nei mercati locali e si riconosce per la sua forma leggermente allungata, per la buccia verde scuro o chiaro, ed una leggera peluria. Sembrano dei cetrioli, ma non lo sono, sono croccanti ma teneri, freschi e succosi, perfetti per i piatti freddi estivi. Nel dettaglio, sono i frutti non ancora maturi del cocomero, da qui il suo nome dialettale di “cucumarazzu” ma il loro nome varia a seconda della zona o anche del paese stesso di riferimento: “meloncelle”, “pupuneddhre”, “minuceddhre”, “spuredde”, “poponesse”, sono solo alcune delle denominazioni date a questo prodotto tipico. Le modalità con cui si possono degustare sono varie, ottimi come ingrediente nelle tradizionali insalate di patate, di pomodori, o nella tipica insalata salentina “acqua e sale”, con pane raffermo appena bagnato e condito, rucola e capperi, o ancora come contorno per secondi piatti a base di pesce. (Ilenia Falco)

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