Congedo/ Francesco D’ANDRIA

Messapia illustrata

  • Martedì, 26 Marzo 2019
Messapia illustrata
  • Titolo: MESSAPIA ILLUSTRATA
  • Sotto titolo: Immagini, racconti, attualità del Salento antico
  • Autore: Francesco D'ANDRIA
  • Editore: CONGEDO Editore, anno 2019, pagine 104, euro 20,00

di Donatella DE FILIPPO

Un tesoro di Salento, una storia da conoscere, vedere e raccontare. Il tacco d’Italia, per quanto lontano e simbolicamente distante dalla mentalità comune che lo vuole retrogrado e senza spina dorsale, alza prepotentemente il capo e si propone, ormai da tempo, come terra dalle origini arcaiche forti, oserei dire, quasi pioniere di molte altre civiltà che dell’Italia hanno fatto la loro terra.

Le scoperte archeologiche nel territorio salentino lo testimoniano e senza possibilità di replica. Basta guardare i tesori che la città stessa di Lecce, in qualche modo, nucleo centrale vibrante della penisola salentina, espone quasi fossero quadri o sculture a cielo aperto da ammirare quotidianamente.

Ne è impreziosita tutta la costa adriatica fino all’ultimo lembo di Santa Maria di Leuca. Chi non è al corrente delle magnifiche grotte di Porto Badisco, non può sentirsi parte di questo straordinario territorio, cosi come è consolidato il fatto che il Salento sia terra di Messapi, un dato da cui non si può prescindere. Eppure la voglia di sapere, di scavare nel Dna di questa terra dalle meraviglie nascoste, spinge gli addetti ai lavori non solo ad un costante lavoro pratico di ricerca ma anche alla divulgazione delle stesse con testimonianze scritte e correlate da volumi ricchi di particolari.

Lo testimonia l’uscita in pubblicazione di “Messapia illustrata. Immagini, racconti, attualità del Salento antico” ultimo libro edito da Congedo, di Francesco D’Andria, docente dell’Università del Salento, archeologo di chiara fama e penna importante del panorama didattico culturale nazionale. Il volume è stato presentato nei giorni scorsi al Museo Archeologico di Lecce (Musa) con l’introduzione dello stesso direttore del museo, Jacopo De Grossi Mazzorin, e gli interventi di Raffaella Cassano dell’Università di Bari “Aldo Moro” e di Mario Lombardi dell’Ateneo salentino.

La valenza didattica e il curriculum di D’Andria è ben noto. Oltre agli incarichi assunti per opere di ricerca come i progetti dei parchi archeologici di Cavallino, Acquarica, Vaste e l’allestimento dei musei archeologici di Oria e Castro, dal 2000 al 2016 il docente ha coordinato la missione archeologica italiana a Herapolis in Turchia.

Ed è l’esperienza che porta lo scrittore a pensare di concepire un libro particolare, diverso. D’Andria questa volta sceglie di parlare per immagini. Gli antichi Messapi, la loro storia, i loro costumi e le loro usanze sono presentate con immagini correlate da testi ricostruttivi e raccolte di testimonianze fotografiche perché di questo immenso patrimonio culturale rimangano tracce ancora più evidenti

Alla luce di tutto questo, un dato è inconfutabile: il Salento Antico e le sue “ricchezze” è ormai patrimoni di tutti. In contrapposizione ad un immaginario collettivo troppo spesso stereotipato, la Penisola salentina entra di diritto e a testa alta tra i luoghi da evocare per ricchezza culturale. La prova del nove sono state le numerose visite illustrative e divulgatrici degli organi d’informazione, dai media nazionali, alle presentazioni editoriali e di autori, legati al territorio e non solo, al contributo di personaggi televisivi come Alberto Angela, noto conduttore televisivo di programmi culturali, richiamato nel Salento per girare una delle puntate della sua trasmissione “La penisola delle Meraviglie”. Un Salento quindi che non si ferma, vuole farsi conoscere, perché, in fondo, i suoi tesori non sono più, cosi, nascosti.

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