Galatina/ I tesori nascosti

Nel “museo” della scarpa

  • Martedì, 01 Settembre 2020
Nel “museo” della scarpa

di Gianfranco CONESE

Ogni cosa ha la sua bellezza, ma non tutti la vedono (Confucio). Già, mentre sei ancora abbagliato dalla bellezza di Santa Caterina, pochi passi ancora verso l’orologio ed ecco aprirsi dietro una serranda morsa dai suoi 70 anni, un libro di storia galatinese buttato lì per non farsi riconoscere. Serranda semiabbassata, un profumo o odore acuto che sa di antico, che tanti confondono per puzza, forse perché ad una cinquantina di metri più in là inizia a diffondersi il profumo dei pasticciotti di Ascalone. Si! A Galatina si va e si viene per naso.
Parliamo del vecchissimo negozio di scarpe di Giacinto Vergine, nato negli anni 30’. Il negozio è rimasto così come era, una reliquia come fosse il dito di santa Caterina della vicina Basilica. In effetti quella puzza che li si respira, è quella del tempo che da idea filosofica si è materializzato in odore di vecchio cuoio con la sua muffa. Adesso è solo un deposito, dove il figlio Pietro quasi con parsimonia lo apre come fosse il pasticciotto che va gustato a piccoli morsi. In effetti entri nel museo della scarpa italiana, e dalla gran confusione di scatole semiaperte dai nomi nobili come Pivetta, Borri, Calzaturificio di Varese, Alipa, The london shoe, fuoriescono pezzi di storia, sculture per i piedi, scarpe per principi e dame dell’alta aristocrazia. Infatti come l’aristocrazia, anche quelle scarpe sono ormai numeri unici, dove solo piedi fortunati possono indossare; giustamente la bellezza ha un suo prezzo, ma mentre le donne dalla pianta del piede leggero trovano il numero 36 e 37 o 38 o qualche 39, per gli uomini che vogliono la scarpa da top manager newyorchese trovare il numero giusto è come vincere al lotto, ma succede!
Tra le scarpe che maggiormente si fanno notare: scarpe da uomo in pelle di Canguro; scarpe da uomo in pecary, Pecari è uno dei tipi di pelle più lussuosi e più morbidi al mondo, deriva dalla lavorazione della pelle di un maiale selvatico dell’amazzonia ormai prossimo all’estinzione, le scarpe sono una produzione di almeno 60anni fa; The London shoe è un tipo di scarpa prodotta in Italia per il mercato inglese di 70 anni fa; del Calzaturificio di Varese interessante anche per uomo il modello Ascot che richiama l’eleganza necessaria per assistere alle corse ippiche dell’ippodromo di Ascot, sostenuto dalla famiglia reale inglese (il cui entourage ha obbligo di indossare il thight; mentre alcuni modelli femminili sono stati richiesti per alcune modelle e sfilate della collezione Cavalli.
Basta una visita a questo emporio per restare sbalorditi, quasi sempre si trova aperto di pomeriggio-sera.

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