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Il Grande Salento - rivista online di Brindisi Lecce e Taranto - Girolamo Comi
Lecce/ Mostra letteraria

Girolamo Comi

  • Lunedì, 25 Marzo 2019
Girolamo Comi
  • Cosa: Mostra su Girolamo COMI, per i cinquant’anni dalla sua scomparsa
  • Autori: Ideata da Luigi De Luca, con la curatela di Antonio Lucio Giannone, Lorenzo Madaro, Mauro Marino e Brizia Minerva e il progetto grafico e l’allestimento di Big Sur Francesco Maggiore e Efrem Barrotta.
  • Dove: LECCE, presso la Biblioteca provinciale “Bernardini”, Piazzetta Carducci
  • Quando: dal 15 marzo al 15 giugno 2019
    Ingresso: gratuito

di Ilenia FALCO

La vita. Il poeta salentino Girolamo Comi e nato nel 1890 a Casamassella, frazione di Uggiano la Chiesa in provincia di Lecce, uomo di nobili origini, fu Barone di Lucugnano, dove morì nel 1968. Dopo gli studi in Svizzera, esordì a Losanna con la raccolta “Il Lampadario” (1912). Successivamente si trasferì a Parigi, dove venne a contatto con i principali esponenti della poesia simbolista del primo Novecento. Tornato in Italia, dimorò a Roma dal 1920 al 1946, lì entrò a far parte dei cenacoli poetici orfico-misteriosofici che esistevano in quegli anni nella Capitale, entrando in contatto con le idee steineriane e rimanendone influenzato, fece parte del sodalizio magico-esoterico noto come Gruppo di Ur. Nel 1933 si convertì al cattolicesimo, sviluppandone un particolare concetto “aristocratico” e si avvicinò all'ortodossia fascista, alternando la scrittura poetica a prose di carattere politico-filosofico-morale (“Aristocrazia del cattolicesimo”,1937). Nel 1946, separatosi dalla moglie Erminia de Marco, tornò stabilmente nella sua tenuta di Lucugnano, dove diede vita all' “Accademia Salentina” e alla rivista letteraria “l’Albero”, oltre all’originale esperimento economico dell'Oleificio Salentino, un tentativo di imprenditoria solidale che però in breve tempo portò il poeta alla rovina finanziaria, nonostante la raccolta poetica “Spirito d'armonia” (1954) gli avesse dato un discreto successo di pubblico.

La mostra si presenta come un percorso letterario di documenti ma anche di opere, perché Comi nel 1948 diede avvio ad una nuova esperienza intellettuale, non avendo accanto solo letterati di primo piano, m anche artisti, tra cui Ferruccio Ferrazzi, artista romano suo amico intimo, con cui aveva un profondo legame affettivo, quasi fraterno, e il salentino Vincenzo Ciardo, all’epoca operativo a livello nazionale, aveva partecipato alla Biennale di Venezia, in cui decise di sviluppare una dimensione immersiva del paesaggio salentino, dando avvio ad una nuova visione della pittura. Girolamo Comi è il maggiore esponente della letteratura salentina del novecento, di rilievo nazionale e di respiro europeo, insieme a Vittorio Bodini, furono gli esponenti per eccellenza della letteratura novecentesca salentina, non intesa però in senso localistico e provinciale, ma anzi questi due artisti sono riusciti a tenere il Salento in rapporto con il resto d’Italia e con l’Europa. Comi era legatissimo alla Francia, dove si formò, in particolare ai poeti simbolisti francesi, portando una novità nella penisola e nel Salento, dove la letteratura era ancora ferma alla poetica carducciana ottocentesca.

L’idea di Luigi de Luca, direttore del Polo biblio-museale di Lecce, è di tracciare la storia di una grande avventura culturale andata in scena a Palazzo Comi di Lucugnano dal 1933 al 1960. Un’armonica ricostruzione, abilmente presentata negli spazi del primo piano del Convitto Palmieri di Lecce, mette in mostra le sue esperienze, le sue relazioni amicali e lavorative, le sue raccolte poetiche e i preziosi documenti, le opere degli artisti con cui Comi intesseva rapporti intensi di confronto tra le arti. Il presidente della provincia leccese Stefano Minerva, entusiasta del progetto, ha così commentato: «Abbiamo tutti a cuore l’obiettivo di valorizzare sempre più l’antico Palazzo Comi, splendida e suggestiva dimora che lo ha accolto a Lucugnano, per molti anni della sua vita. Al suo interno, “Casa Comi” deve diventare la casa di tutti i salentini e di tutti coloro che amano non soltanto la sua poesia, ma la letteratura e la cultura in genere».

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