Maglie, da sinistra, Francesco Macrì, la dirigente scolastica, Maria Maggio, Cristian Sabato, la professoressa Lidia De Riccardis

Fernando DURANTE

Due studenti di quindici anni dell’Istituto Tecnico Industriale “E. Mattei” di Maglie accendono il lume della speranza di una vita “normale” per i malati di Parkinson. Cristian Sabato, di Scorrano, è un appassionato ricercatore di tecnica scientifica in stato embrionale. Francesco Macrì, di Cutrofiano, invece, è un indagatore di fattori esterni, come l’inquinamento atmosferico, che potrebbero essere in grado di favorire la comparsa della malattia. Nel settembre dello scorso anno, il loro progetto denominato “Parkins-off” è risultato vincitore, a Monteroni, del Certamen della Notte della Ricerca Biomedica.

Com’è noto, la patologia colpisce persone anziane, nella maggior parte dei casi dopo i sessant’anni ed è la seconda malattia neurodegenerativa progressiva più comune a livello globale. Si manifesta con tremori a risposo, rigidità muscolare, lentezza nei movimenti e instabilità posturale. Cristian Sabato ha inventato un braccialetto in grado di ridurre i tremori provocati degli arti superiori dalla malattia. Lo studio di Francesco Macrì, invece, ha lo scopo di dimostrare, attraverso monitoraggio, il possibile nesso fra fattori esterni come l’inquinamento atmosferico, l’insorgere e lo sviluppo del Parkinson.

A fare da guida alla ricerca è la loro professoressa di Biologia, Lidia De Riccardis, che non nasconde il suo entusiasmo per i risultati raggiunti. La dirigente scolastica, Maria Maggio: «È un grande orgoglio per l’intero Istituto avere due studenti tanto appassionati di ricerche scientifiche che vanno incontro alle difficoltà della gente, sono esempio da seguire per l’intera scuola».

Nel merito, Cristian ha realizzato un braccialetto costruito con sistema modulare e intelligente: «Una vera piattaforma tecnologica», sottolinea il giovane ricercatore, che il portatore della patologia dovrebbe indossare sempre. Sarebbe stata pensata per «crescere nel tempo ed integrare funzioni sempre più avanzate legate al Parkinson». Il cuore del progetto è il sistema di compensazione del tremore. Il meccanismo sicuro e reversibile avverte in tempo reale il portatore, nel caso in cui stesse per affrontare una crisi di tremore. «Questo metodo», commenta Sabato, «è sicuro, reversibile e già testato a livello di prototipo». Il secondo metodo è quello elettrico, basato sulla stimolazione neuromuscolare. Il progetto avrebbe bisogno di validazioni cliniche, «rigorose e severi controlli». Il meccanismo è dotato di un «sensore di risposta galvanica della pelle (Gsr)», che monitora lo stato neurovegetativo periferico del paziente (stress, tensione, ansia o rilassamento del paziente). Questa integrazione permetterebbe interventi mirati e, soprattutto, una importantissima quanto possibile anticipazione del tremore prima che diventi evidente. Infine, il braccialetto integra un sistema di rilevamento delle cadute ed un pulsante manuale SOS, in grado di inviare un allarme ad un’app che ha lo scopo di fornire dati sull’andamento dei sintomi, utili per malato e medico che lo assiste.

Francesco Macrì, invece, ha analizzato le probabili cause ambientali che potrebbero provocare la malattia. Lo ha fatto attraverso rilievi della presenza di particolato atmosferico nell’area limitrofa alla scuola. Macrì si è avvalso anche del contributo dei rilevamenti effettuati da Arpa-Puglia ed attraverso sensori Arduino. La conclusione a cui è giunto Macrì ha evidenziato come il legame fra l’inquinamento atmosferico, in particolare PM 10 e PM 2,5, e l’insorgenza del Morbo di Parkinson non sia solo un’ipotesi ma un campo di ricerca cruciale: l’aria inquinata può accelerare i processi di infiammazione del sistema nervoso. A sostenere le scoperte dei due giovani ricercatori sono scesi in campo i sanitari dell’Ospedale di Scorrano.