CONTESTATO IL DECRETO CENTINAIO

Xylella, Lecce capitale della protesta

  • Venerdì, 08 Marzo 2019
Xylella, Lecce capitale della protesta

Un coro di critiche al decreto Centinaio. Non si placa la rabbia degli olivicoltori pugliesi impegnati domani a Lecce in due distinte manifestazioni per protestate contro i mancati o insufficienti provvedimenti del governo per venire incontro ai danni subiti dagli agricoltori e per fermare il batterio killer.

Un centinaio di trattori e migliaia di persone paralizzeranno domani le strade di Lecce per contestare il decreto Centinaio e chiedere risarcimenti adeguati per i danni subiti dalla xylella e provvedimenti efficaci per contrastarla. Al corteo che partirà da piazzale Vittime del Terrorismo fino a piazza Mazzini, aderiscono Confagricoltura, Confederazione italiana agricoltori, Confcooperativa Copagri e Lega della Cooperative. Il corteo che si radunerà in piazzale Carmelo Bene fino a piazza Sant’Oronzo è organizzato dalla Coldiretti.

«Il decreto sulle emergenze in agricoltura è una scatola vuota che abbandona a se stessa per l’ennesima volta l’area infetta da Xylella, l’intera provincia di Lecce e parte delle province di Brindisi e Taranto, come se dovesse morire definitivamente di burocrazia, senza alcuna possibilità di una rigenerazione del patrimonio olivicolo», commenta così il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia, il decreto legge varato dal governo su proposta del ministro dell’Agricoltura, Gian Marco Centinaio. «Non viene affrontato il dramma degli agricoltori colpiti da Xylella – incalza Muraglia – che non sanno come comportarsi per realizzare nuovi impianti resistenti e tornare a lavorare e produrre per mantenere le proprie famiglie e vengono dati spiccioli per una rigenerazione che non si sa come può avvenire». «Facciamo appello ai Parlamentari affinché nella discussione in Aula per la conversione in legge vengano previste le necessarie modifiche e integrazioni in termini di risorse e contenuti», conclude il presidente Muraglia.

«Se non ci fosse stato il problema del latte, molto sentito al nord, non avremmo avuto nemmeno il decreto legge. E ciò perché i problemi prevalenti del sud, xylella, gelate e crisi olivicola, risultano solo citati, senza addentrarsi sulle cose necessarie e urgenti per affrontarli con norme e risorse congrue. A questo punto le piazze di domani a Lecce sono solo l’avvio di una lunga marcia senza sconti a nessuno», dicono i consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia, commentando il decreto legge adottato ieri dal governo. «Basta leggere gli undici articoli del decreto legge per rendersi conto che la pantomima su disegno di legge oppure decreto legge è stata risolta in favore del decreto perché c’era in ballo il problema del settore lattiero-casearo molto sentito al nord. Per il settore olivicolo, gelate e xylella, molto sentiti al sud, c’è invece molto poco o quasi niente. A questo punto diventa interessante chiedere a uno psicanalista il motivo di tanto accanimento nei confronti del sud e dei suoi mondi produttivi, confidando nei parlamentari pugliesi per potenti azioni correttive del decreto in sede di conversione».

«Nell’ormai già visto gioco delle parti i leghisti pugliesi festeggiano, mentre i grillini tacciono cercando disperatamente di catturare l’opinione pubblica sviandola dal tema del giorno. Tema che era e resta l’elemosina elargita alla Puglia dal governo per gelate e emergenza Xylella, cinque milioni di euro generosamente donati dal caotico esecutivo gialloverde, a fronte di una necessità economica che per ridare ossigeno ad un settore trainante della nostra economia – quello agricolo – dovrebbe essere almeno cento volte superiore. In tutto questo non è pervenuta alcuna dichiarazione da parte del cosiddetto ministro per il Sud, di cui anzi non si ha più alcuna notizia», dice il vicepresidente del Consiglio regionale, Peppino Longo. «Temo che questo governo abbia ormai perso il senso del ridicolo e della vergogna. L’agricoltura pugliese è in ginocchio da tempo ormai, colpita e quasi definitivamente affondata da una serie di eventi meteorologici avversi e dal ben noto – a tutti tranne che ai 5Stelle – dramma della Xylella».

«Il decreto legge approvato dal governo non risolve nessuno dei problemi del Salento colpito dalla Xylella ed è l’ennesima presa in giro verso gli agricoltori leccesi», dicono il consigliere regionale Ernesto Abaterusso e l’europarlamentare Massimo Paolucci. «La miseria dei 5 milioni stanziati per gli interessi sui mutui la rimandiamo al mittente. Il quadrunvirato Conte, Salvini, Di Maio, Centinaio, pensa che gli olivicoltori leccesi e salentini hanno l’anello al naso? Per affrontare seriamente l’emergenza Xylella il governo deve prevedere, tra le tante altre cose, lo snellimento delle procedure di espianto, la decontribuzione quinquennale, il ristoro dei danni subiti ed il contributo per il reimpianto. Per l’alluvione in Veneto il governo pentaleghista stanziò, il giorno successivo, 250 milioni. Per la Xylella deve trovare con urgenza 500 milioni. Siamo sicuri che, se la tragedia della Xylella fisse capitata al nord, i soldi li avrebbero già trovati. Occorre trovarli anche per la Puglia ed il Salento. I Sindaci, la Provincia, la Regione, le associazioni agricole, la Chiesa, i cittadini facciano sentire la loro voce, altrimenti continueranno a prenderci in giro. Noi domani saremo a Lecce a manifestare insieme agli agricoltori per queste ragioni».

«C’è veramente da invitare tutti ad avere dignità e pudore, perché brindare all’elemosina di 5 milioni di euro per gelate e Xylella è una cosa che fa rizzare i capelli», dichiara il presidente del Gruppo consiliare di Forza Italia, Nino Marmo. «Emiliano – aggiunge Marmo – si batte la mano sul petto come se avesse avuto un ruolo in questa vicenda: quattro anni di niente mischiato al nulla da parte della Regione e oggi plaude a qualche spicciolo che il “padrone del Nord” ha lanciato alla “plebe pugliese” con il famigerato decreto. C’è da vergognarsi! Così come mi appello agli agricoltori pugliesi, che si sono accontentati di 100 euro per ogni azienda che ha contratto dei mutui (per le altre, invece, zero!). Si fa riferimento, per le gelate, al Fondo di solidarietà nazionale, quando tutti sanno che il Fondo ha una dotazione pari a... zero! Che presa in giro è questa? 90 mila ettari di produzioni in fumo per le gelate e 27 mila ettari di uliveti bruciati dalla Xylella, con un intero settore letteralmente in ginocchio, e qui c’è qualcuno che festeggia per 5 milioni dati dal governo».

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