Centinaio chiede scusa

Xylella, la Caporetto dello Stato

  • Lunedì, 20 Maggio 2019
Xylella, la Caporetto dello Stato

Il ministro dell'Agricoltura, Centinaio, resta sconvolto dal sorvolo delle aree infette e chiede scusa per l'assenza dello Stato.

«Chiedo scusa alla Puglia perché lo Stato, che si può chiamare Ministeri, Regione, Politica italiana o Magistratura, in questi anni ha voltato la faccia dall’altra parte», ha detto il ministro dell’Agricoltura, Gian Marco Centinaio, dopo 45 minuti di sorvolo in elicottero di 165 chilometri di area infetta da Xylella, tra le province di Brindisi e Lecce. Una strage di ulivi vista dall’alto che ha cambiato il volto del paesaggio del Salento. «Sembra una regione avvolta da una ragnatela, è impressionante - ha detto il ministro -. Sorvolando queste aree mi è venuta la pelle d’oca e più l’elicottero si soffermava su questi alberi diventati ormai dei tronchi bruciati e più mi arrabbiavo». Con il ministro in elicottero c’erano il presidente nazionale di Coldiretti, Ettore Prandini, e il presidente di Coldiretti Lecce, Gianni Cantele, che ha mostrato l’avanzata della malattia partendo da Brindisi e passando da Gallipoli, Supersano e Maglie. Al termine, rientro a Lecce in tempo per partecipare alla grande assemblea di Coldiretti al teatro Politeama Greco. «Chiedo scusa - ha detto alle centinaia di agricoltori presenti nel teatro - non come cittadino, ma come ministro dell’Agricoltura e come rappresentante dello Stato italiano. Purtroppo i tempi della macchina burocratica per dare una riposta immediata si sono allungati perché in Italia c’è un mostro che mi fa schifo, un mostro che se gli tagli una testa gliene escono subito altre due, ed è la burocrazia. Per ogni mese perso ci sono stati due chilometri di ulivi infettati».

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