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GIUSTIZIA/ Intervento di Alberto SANSONETTI

Una parola scritta non è identica ad una detta

  • Mercoledì, 13 Maggio 2020
Una parola scritta non è identica ad una detta

Le misure anti-covid dirette a limitare  la presenza fisica degli avvocati, nelle aule giudiziarie e nelle cancellerie, e a favorire la prassi delle argomentazioni scritte a scapito del dibattito orale, ha aperto un dibattito sul ruolo ed il prestigio dell’avvocato nel processo.

di Alberto SANSONETTI*

In questi tempi di coronavirus 19 si discute in ambito forense (in modalità virtuale) delle misure restrittive adottate per prevenire la pandemia sia a livello governativo (decreti legge, decreti presidenziali, linee guida) sia di riflesso, di quelli adottati dai Presidenti della Corte di Appello e del Tribunale di Lecce. L’ultimo protocollo per la gestione delle udienze civili dinanzi al Tribunale d’intesa con Ordine Forense e Procura della Repubblica è datato 5 maggio 2020.

Tutte misure dirette a limitare la presenza fisica degli avvocati, nelle aule giudiziarie e nelle cancellerie, salvo eccezioni nella prima fase e poi, a partire dal 12 maggio, a disciplinarne e contingentarne l’accesso. Con particolare riferimento ai processi civili, pervenuti alla fase della trattazione, fino alla data del 31 luglio 2020, si prevede che la stessa avvenga in modalità scritta, con il deposito e lo scambio di note prima dell’udienza o con la trattazione da remoto, in videoconferenza, utilizzando la piattaforma Teams. Le udienze destinate all’interrogatorio o all’ascolto di testi e informatori saranno invece rinviate a data successiva al 31 luglio 2020, salvo comprovate esigenze di trattazione urgente. La regola del processo civile è l’oralità ma solo per la fase della trattazione come recita l’articolo 180 del codice di rito.

Tra gli avvocati serpeggia la preoccupazione che tale prassi possa da provvisoria diventare permanente e che il ruolo ed il prestigio dell’avvocato nel processo possa risultare progressivamente ridimensionato.

E’ fondato ritenere che il processo civile per il solo fatto che si svolga in forma scritta, senza la discussione orale, sia un processo mutilo? Qual è il peso della parola detta nell’economia processuale e quale la sua efficacia? Quale delle due forme ha maggior presa sul convincimento del giudice? Sono tutti interrogativi legittimi ai quali si cercherà, nei limiti dello spazio consentito, di dare una risposta.

Una parola scritta non è identica ad una detta. Chi scrive pianta le unghie nella carne [la radice etimologica di scrivere dal latino scribo; l’equivalente inglese è scratch, graffiare]; la parola scritta entra in qualche profondità penetra sulla carta lasciando traccia indelebile. Il gesto dello scrivere è come lo scavare in profondità.

Per gli antichi la penna era lo stilus che incideva le parole sulla tavoletta di cera. Mentre le parole dette volano, a volte leggere come piume, a volte svolazzano e si disperdono nel vuoto, senza raggiungere la mente ed il cuore del giudice che le ascolta; le parole scritte, se ben scritte sono più incisive delle parole dette e conservano la loro efficacia nel tempo.

La forza dello scritto sugli argomenti giuridici, in specie se particolarmente complessi, sta nella coerenza tra struttura ed argomentazione ed ora più che mai (dopo i vari editti e protocolli, finalizzati al contenimento delle numero delle pagine scritte) nella brevità e chiarezza.

Che cosa può aggiungere dopo il deposito dello scritto la parola detta nella discussione orale?

Il giurista Sabino Cassese nel suo libro “Dentro la corte, diario di un giudice costituzionale”, ed. il Mulino 2015, pag.186, annota quanto riferito da giudici americani, in occasione del dibattito sulla legge Obama sul diritto universale alla salute «contano le memorie scritte, più che gli interventi orali; che solo in pochissimi casi (ndr i giudici) hanno cambiato opinione a seguito degli interventi orali di avvocati delle parti». La stessa cosa si può dire per l’Italia. Anzi, qui l’udienza è sostanzialmente un rituale nella cui utilità nessuno crede.

*Avvocato

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