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La proposta del sindaco Riccardo Rossi

Un itinerario storico per “Brindisi già capitale”

  • Domenica, 05 Maggio 2019
Un itinerario storico per “Brindisi già capitale”

Il primo cittadino favorevole al riconoscimento di "Brindisi già capitale d'Italia", dove, nel 1943, si insediò il governo nazionale e dove risorse la democrazia in Italia. Allo studio un tour guidato, per turisti e brindisini, sui luoghi di quegli eventi storici.

di Alberta ESPOSITO

«Conferire a Brindisi questo titolo significherebbe molto per noi – ammette il sindaco Riccardo Rossi – sarebbe un riconoscimento alla città, le darebbe il giusto rilievo territoriale, ma sarebbe anche un meritato riconoscimento alla storia e a ciò che in quei cinque mesi fu fatto a Brindisi per l’Italia». Riprendendo tentativi già fatti in passato, la nuova proposta di legge per il riconoscimento di “Brindisi già capitale d’Italia” è della deputata pugliese di Forza Italia Elvira Savino, seguita a ruota dal deputato brindisino Mauro D’Attis, coordinatore regionale di Fi in Puglia.

«Bisogna ricordare quando il re in fuga, Vittorio Emanuele III, con la moglie, il figlio e il maresciallo Badoglio, l’allora capo del governo, nel settembre del ’43 sbarcarono a Brindisi e decisero di rimanerci e istaurare la sede del governo proprio qui da noi», ricorda Rossi. Per cinque mesi, l’approvazione delle leggi, le pubblicazioni sulla Gazzetta Ufficiale e la stampa della moneta americana, per far fronte alla mancanza di denaro, avvennero a Brindisi. «Questa parte della storia non può rimanere solo un rigo sui libri, che poi con gli anni si rischia di dimenticare – riprende il sindaco Rossi. − Tutti i turisti quando entrano a Brindisi devono sentire la storia che trasuda dalle nostre mura, anche perché quella è stata una pagina molto complessa della vicenda italiana».

Già nel 2011 il sindaco Domenico Mennitti scrisse al presidente della Repubblica, Napolitano, per far ottenere a Brindisi questo riconoscimento, ricordando proprio come nel periodo post-fascista, la città contribuì a permettere all’Italia di rialzarsi dalla miseria grazie alla sua posizione strategica, che garantiva una più fitta comunicazione con l’esterno. Non bisogna dimenticare, inoltre, che proprio a Brindisi fu emanata la legge che ripristinava la libertà di espressione, venuta meno durante il periodo fascista, che finalmente permetteva una riconquista della libertà di stampa.

Nel 1960 Giovanni Gronchi, l’allora presidente della Repubblica, conferì alla città portuale una medaglia d’argento al valore civile, proprio perché fu riconosciuto che Brindisi aveva supportato con coraggio e con grande sentimento patriottico numerosi bombardamenti, sfruttando al meglio la sua posizione geografica e mandando i suoi cittadini a combattere.

«Non si può non dare questo riconoscimento a Brindisi ­– conclude il primo cittadino di Brindisi – anche perché ricordiamoci che fu sede del primo governo democratico della nuova Italia. Ho già in mente cosa si potrebbe fare per dimostrare quanto siamo fieri della nostra storia. L’idea, ancora del tutto ipotetica, sarebbe quella di creare un tour guidato per i turisti ma anche per gli stessi brindisini, che molte volte ignorano la loro storia, per mostrare i luoghi più importanti e più vissuti durante quel periodo storico. Quei luoghi che hanno per cinque lunghi e faticosi mesi ospitato il governo».

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