ALBANIA/ Crollano le speranza di riconciliazione

Tirana, abbattuto il teatro Kombetar

  • Martedì, 19 Maggio 2020
Tirana, abbattuto il teatro Kombetar

La comunità degli artisti è in rivolta: «Quell'edificio meritava rispetto». In una città chiusa per pandemia, il governo Rama ha demolito il Teatro nazionale di Tirana degli anni Quaranta. «Ne costruiremo un altro», dice il premier.

Abbattuto il Teatro Nazionale di Tirana, Kombetar. L’edificio era ritenuto insalubre e pericolante per il governo di Edi Rama, mentre l'opposizione del presidente Ilir Meta lo difendeva come patrimonio artistico e culturale. Dopo un lungo braccio di ferro, crollano così sotto i colpi della ruspa anche le speranze di una riconciliazione politica in Albania. La storia per l’abbattimento dello storico teatro parte da lontano: circa due anni fa, il premier socialista Edi Rama ordinò la demolizione dell’edificio, perché considerato poco stabile e non a norma. Secondo quanto riportato dalla stampa locale, in realtà, vi sarebbe stato un accordo tra privati per costruire alcuni edifici di edilizia residenziale nell’area del teatro. Diverse associazioni, artisti e cittadini comuni sono insorti per difendere ad ogni costo l’edificio, costruito negli anni ’40 dai fascisti italiani. Alla fine Edi Rama, cambiando idea, ha parlato di una demolizione del teatro per costruirne uno nuovo e più sicuro. A nulla sono servite le proteste del Partito democratico albanese, che ha accusato il premier di aver firmato un “decreto criminale”. Domenica, tutti coloro che hanno lottato per mantenere in piedi il teatro hanno dovuto mettersi l’anima in pace, vedendo uno dei simboli di Tirana venire raso al suolo. Numerose forze di polizia sono intervenute al Teatro nazionale nelle prime ore del mattino per sgomberare l’edificio da attivisti e membri del gruppo di artisti che opponevano resistenza con l’intenzione di fermare la demolizione. Tensione, spintoni e scontri sono avvenuti tra il gruppo di artisti e la polizia. Alla fine, una ventina di attivisti dell’opposizione, artisti e rappresentanti politici, sono stati fermati e accompagnati in questura.

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