L'editoriale di Lino DE MATTEIS

Taranto, locomotiva del Grande Salento

  • Mercoledì, 04 Settembre 2019
Taranto, locomotiva del Grande Salento

L’appuntamento dei “Giochi del Mediterraneo” non è poi così lontano, ma i sette anni che ci separano sono un tempo sufficiente affinché il Grande Salento trovi un’intesa per fare squadra e presentarsi compatto alla sfida.

di Lino DE MATTEIS

Da brutto anatroccolo a cigno che traina sulle sue ali bianche il Grande Salento. Il suggello alla metamorfosi di Taranto è arrivato con l’assegnazione dei Giochi del Mediterraneo 2026, ma il trend di un profondo cambiamento si era già manifestato da qualche tempo, con la voglia di scrollarsi da dosso l’immagine di una città intossicata dalle emissioni dell’ex Ilva e con la determinazione di valorizzare le potenzialità culturali, turistiche ed economiche di una grande metropoli del sud Europa, nel cuore del Mediterraneo. Una rinascita e un riscatto che potrà contribuire allo sviluppo delle infrastrutture a beneficio dell’intero territorio salentino.

I Giochi mediterranei. Con 250 milioni di euro da investire in nuove strutture sportive e nel rifacimento di alcune di quelle già esistenti, le “Olimpiadi del Mediterraneo” rappresentano un grosso volano economico per l’intero territorio. L’epicentro degli investimenti sarà, ovviamente, Taranto, ma le ricadute riguarderanno anche Lecce e Brindisi, dove si svolgeranno le partite di calcio, quelle di basket e gli incontri di taekwondo. Ma l’evento sportivo, che dopo trent’anni torna in Puglia (nel 1997 si tenne a Bari) darà un impulso anche a tutto il sistema ricettivo del Grande Salento, che, per una quindicina di giorni, ospiterà migliaia di atleti e loro accompagnatori che comporranno le delegazioni dei 26 paesi del Mediterraneo che parteciperanno alla competizione. Se, infatti, la maggior parte dei componenti delle delegazioni sarà ospitato a Taranto o nei comuni dell’hinterland jonico, dove si svolgerà il grosso dei giochi, per gli atleti delle squadre di calcio e i loro accompagnatori sarà più conveniente soggiornare nel Leccese, dove si svolgeranno le partite di calcio, mentre per il basket e il taekwondo converrà trovare sistemazione nel Brindisino, dove si svolgeranno le competizioni delle due discipline. Al di là delle ricadute dirette, inoltre, tutte e tre le province salentine beneficeranno di un forte impulso al turismo grazie alla promozione delle bellezze naturali e ambientali che sarà fatta attraverso le riprese televisive in mondovisione.

“Non solo Ilva”. Il capoluogo jonico, già prima di questa meritata candidatura, ha mostrato inequivocabili segnali di volersi riprendere quanto gli spetta. Col nuovo corso di ArcelorMittal e la copertura dei parchi minerali e fossili dello stabilimento, il più grande siderurgico europeo pare abbia imboccato la strada del contenimento ambientalista della produzione. Il problema delle emissioni resta, ma, al di là delle inevitabili polemiche, la città ha manifestato una forte propensione a svincolarsi dalle scorie psicologiche dell’ex Ilva e guardare oltre, cercando di costruirsi un abito più confacente alla sua grande storia, alla sua cultura antica e alla sua variegata economia. Numerosi gli eventi culturali e le iniziative di riqualificazione del centro urbano su cui l’attuale sindaco Rinaldo Melucci sta investendo, non ultima la tenacia con cui ha fortemente voluto i “Giochi del Mediterraneo” a Taranto.

Il porto. Sede dell’Autorità portuale del Mar Jonio, l’altro punto di forza che, dopo il siderurgico, proietta Taranto a livello internazione è il suo porto commerciale, che ha tutte le potenzialità per essere inserito nel circuito cinese della “Nuova via della seta”. Dopo l’esperienza della cinese Evergreen e cinque anni di inattività, con la concessione del molo polisettoriale ai turchi della holding Yilport, il porto di Taranto si avvia ad essere uno dei più importanti terminal container del mondo. Tredicesimo operatore mondiale (primo lo scorso anno), Yilport si appresta ad insediarsi su una banchina ristrutturata di quasi 2000 metri e ad assumere subito circa 500 addetti della “Taranto container terminal” (la società usata dalla Evergreen e messa in liquidazione nel 2015), per poter riprendere operativamente le attività a gennaio prossimo. La ripresa delle attività di movimento container a Taranto rappresenta un forte impulso all’economia salentina e pugliese, non solo per i lavoratori direttamente occupati nelle operazioni portuali, ma per le attività produttive e commerciali del territorio che ne potranno beneficiare logisticamente per il loro import-export.

L’aeroporto “Arlotta”. Il tridente internazionale si completa con l’aeroporto di Taranto-Grottaglie “Marcello Arlotta”, a cui la Regione Puglia destinerà sette milioni per adeguare le aree arrivi e partenze e il piazzale di sosta. L’ “Arlotta” ha già una radicata collocazione industriale al servizio dello stabilimento Alenia ed è parte integrante del programma internazionale per la produzione delle fusoliere del Boeing 787 “Dreamliner”; è anche destinatario di finanziamenti come sede sperimentale dei Droni, con la realizzazione di un Centro di eccellenza destinato allo sviluppo di tecnologie e competenze sui sistemi aerei a pilotaggio remoto; l’aeroporto di Grottaglie diventerà, inoltre, la prima piattaforma europea per voli commerciali suborbitali, uno “spazioporto” al servizio dell’industria spaziale europea che aprirà la strada anche al turismo spaziale. Uno scalo d’eccellenza considerato strategico per la crescita del sistema industriale ed accademico al servizio del comparto aeronautico ed aerospaziale europeo.

Il turismo. Il recente sbarco nel porto di Taranto di duemila crocieristi dalla “Marella Discovery”, della compagnia britannica Tui, ha dimostrato che uno degli asset cruciali della rinascita della città sta diventando il turismo. L'approdo della “Marella Discovery” rientra, infatti, nella nuova campagna di approdi e nell'apertura progressiva del porto di Taranto al traffico crocieristico, iniziativa programmata dall'Autorità portuale del Mar Ionio. Dal Castello aragonese al museo nazionale MarTa, dal ponte girevole al borgo antico, il capoluogo jonico si è mostrato all’altezza di sedurre i croceristi e invogliarli a tornare per un soggiorno più lungo. Un appeal turistico in crescita, che può contare sulla sua nobile storia di “città spartana” della Magna Grecia, come stanno scoprendo non pochi turisti di “Matera 2019”, che, dopo la visita alla “città de sassi”, decidono di vedere anche la vicina antica Taras. Un’offerta turistica di primordine che può coniugare l’archeologia dei reperti classici (gli ori di Taranto, la tomba dell’atleta, le necropoli greco-romane, l’ipogeo Bellacicco, ecc.) con la ceramica di Grottaglie e il primitivo di Manduria; lo spettacolo delle gravine della Murgia jonica con la gastronomia locale e i gustosi piatti preparati con le cozze tarantine; i riti della Settimana Santa con il Palio di Taranto, ecc.. Il fascino della “Magna Grecia” attira sempre di più.

La formazione. Taranto sta diventando anche un centro importante di formazione culturale e professionale per le nuove generazioni salentine. Dal prossimo anno accademico 2019/20 nella “città dei due mari” partiranno i corsi di laurea in Medicina avviati dall’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, che ha già attivi i corsi di Giurisprudenza, Economia, Scienze e Gestione delle Attività Marittime, Strategie di Impresa e Management. La città è pure sede di corsi di Ingegneria dei Sistemi Aerospaziali e Ingegneria Meccanica del Politecnico di Bari ed ospita le sedi decentrate della Libera Università Maria Ss. Assunta di Roma (Lumsa) e dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Numerosi sono gli studenti del Tarantino che frequentano l’Università del Salento a Lecce, ma Taranto sta diventando anche meta per i giovani leccesi e brindisini che intendono usufruire dell’offerta formativa specialistica di Taranto.

La sfida. L’appuntamento dei “Giochi del Mediterraneo” non è poi così lontano, ma i sette anni che ci separano sono un tempo sufficiente affinché il territorio del Grande Salento trovi quell’intesa sinergica necessaria per fare squadra e presentarsi compatti alla sfida. La sensibilità sulla crescita comune del territorio già proclamata, in più occasioni, dai sindaci di Brindisi, Riccardo Rossi, di Lecce, Carlo Salvemini, e di Taranto, Rinaldo Melucci, deve trovare nella gestione dell’evento un esercizio pratico per dare concretezza alla volontà politica unitaria manifestata in passato. Non si tratta solo di ammodernare o costruire nuovi impianti sportivi, ma, soprattutto, potenziare le infrastrutture per offrire servizi di trasporto e collegamento all’altezza di un paese moderno. E’ questa la vera sfida: riuscire, entro quella data, a collegare il Salento al resto del mondo e realizzare una mobilità interna che faciliti i collegamenti tra i centri urbani del territorio.

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