Nessun impatto sulla costa di San Basilio (Melendugno)

Tap, concluso lo scavo del microtunnel

  • Giovedì, 08 Agosto 2019
Tap, concluso lo scavo del microtunnel

Scavato sotto la spiaggia, a 15 metri di profondità, fuoriesce sul fondale marino a 900 metri dalla costa. L’avanzamento complessivo dei lavori per la costruzione del gasdotto è ormai vicino al 90% e molti dei terreni sono già stati ripristinati.

Terminata la realizzazione del microtunnel Tap nel cantiere di San Basilio, a Melendugno: scavato sotto la spiaggia, ad una profondità di oltre 15 metri dalla superficie, è giunto sul fondale marino a 900 metri dalla costa. I lavori non hanno interferito con l’ambiente, il paesaggio e le attività umane nella zona costiera interessata.

L’avanzamento complessivo dei lavori per la costruzione del gasdotto è ormai vicino al 90% e molti dei terreni attraversati sono già stati ripristinati. Con questo ritmo dovrebbe essere rispettata la data del 2020, prevista per l’inizio della fornitura. Procedono anche i lavori per la costruzione del Terminale di Ricezione (PRT). Sono in fase di realizzazione gli edifici e le infrastrutture connesse. Allo stesso tempo, avanza la posa dei tubi lungo il percorso a terra del gasdotto che unisce il punto di approdo al mare con il PRT stesso.

Lungo gli 8 km che uniscono il punto d’approdo del gasdotto al PRT, TAP ha adottato misure per minimizzare le possibili conseguenze sull’ambiente dei suoi interventi, ad esempio: la riduzione a 18 metri della pista di lavoro, normalmente larga 26, e l’utilizzo di tecniche “trenchless” per attraversare gli habitat protetti senza scavare trincee. Inoltre, si è occupata della gestione architettonica e stratigrafica dello smontaggio dei muretti a secco per garantirne il loro completo ripristino. Infine, per quanto riguarda la cura costante dedicata ai 1800 ulivi presenti sul percorso, il piano di gestione ha previsto la geolocalizzazione di ogni pianta, il suo espianto temporaneo, la conservazione in vivaio, il suo reimpianto nell’esatta posizione originaria, cure colturali nei 2 anni seguenti e un monitoraggio nei successivi 5 anni.

La posa del gasdotto a terra avviene per sezioni, chiamate “cluster”. Il cluster 5 delimita un’area nella campagna di Melendugno, un territorio agricolo pianeggiante coltivato a oliveto. Qui il tubo è già stato interrato e i terreni sono stati ripristinati in attesa del reimpianto degli ulivi previsto per il prossimo tardo autunno. Con l’obiettivo di proteggere l’ambiente e il paesaggio, le operazioni di ripristino rispettano una rigorosa procedura. Prima si provvede alla rimozione del terreno vegetale superficiale, più ricco di materia organica (circa 20-30 cm). Il terreno rimosso viene stoccato con cura ai margini dell’area di cantiere per essere immediatamente disponibile nella fase di copertura, successiva all’interramento del tubo. Il suo riposizionamento a copertura della trincea è effettuato con macchine leggere e in condizioni asciutte per evitare il compattamento che potrebbe pregiudicarne l’attività biologica. Le tecniche e le modalità utilizzate durante le fasi di ricollocamento del terreno favoriscono condizioni pedologiche assimilabili a quelle originali e permettono la colonizzazione degli apparati radicali e dei microrganismi utili ad accrescere la resilienza del terreno ai fenomeni degradativi.

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