Il parere dell’esperto Maurizio PORTALURI

Screening per battere il tumore ai polmoni

  • Giovedì, 07 Marzo 2019
Screening per battere il tumore ai polmoni

Circa mille nuovi casi di tumore al polmone si registrano ogni anno nella tre province di Brindisi, Lecce e Taranto. I soggetti a rischio, oltre a modificare lo stile di vita, possono prevenirli sottoponendosi allo screening periodicamente.

di Maurizio PORTALURI*

Il Rapporto 2015 del Registro Tumori Puglia, che per Brindisi Lecce e Taranto riporta dati fino al 2011, ha segnalato che nelle tre province salentine sono stati diagnosticati mediamente ogni anno circa 1000 nuovi casi di tumori al polmone (172 nelle donne e 830 nei maschi) e muoiono per la stessa causa circa 930 persone (147 donne e 791 maschi) su un numero di decessi annui per tutte le cause intorno ai 19000. Il numero di nuovi casi per 100.000 abitanti (tasso standardizzato) è più alto nelle donne della provincia di Brindisi (+17% rispetto alla media regionale) e maggiore nel capoluogo rispetto alla provincia. Mentre per i maschi il valore più alto si registra a Lecce (+18% rispetto alla media regionale), maggiore nella provincia rispetto al capoluogo.

Gli studi epidemiologici condotti negli anni a Taranto, Brindisi, Lecce e Manfredonia confermano che in queste aree ci si ammala di più di alcuni tipi di tumore e tra questi quelli che sono costantemente riportati in eccesso sono i tumori polmonari.

Ma cosa si può fare per ridurre la mortalità da tumore al polmone? Si può migliorare la qualità dell'aria con idonee politiche energetiche e dei trasporti, ma in Puglia se non hai l'automobile non vai da nessuna parte! Eppoi le misure preventive adottate oggi avrebbero effetti benefici nei prossimi decenni.

Sappiamo che i tumori polmonari giungono all’osservazione del medico in stadio avanzato e quindi gravati di un rischio di decesso elevato. Ma sappiamo anche che campagne di screening con TAC a basso dosaggio sono in grado di ridurre la mortalità nei soggetti a rischio. I soggetti a rischio sono i fumatori, gli ex fumatori ma anche alcune categorie professionali come gli ex esposti all’amianto. Agli inizi degli anni 2000 fu presentata in Consiglio Regionale Puglia una proposta di legge sullo screening degli ex esposti all'amianto ma non fu mai approvata. In Friuli e in Toscana le Regioni invece si sta attuando con risultati incoraggianti. Nel dicembre scorso infatti sono stati pubblicati i risultati dello screening condotto in Friuli (Barbone 2018) con una riduzione della mortalità per tumore nei soggetti che si sono sottoposti alla TAC a basso dosaggio.

In UK il NHS (National Health Service, il servizio sanitario nazionale inglese) sta avviando proprio in questi giorni uno screening di popolazione con TAC mobili nei parcheggi degli ipermercati in 10 aree del Paese con elevati tassi di mortalità per tumori polmonari contando di arruolare 600000 soggetti tra i 55 e i 74 anni, fumatori ed ex fumatori, e diagnosticare precocemente 3400 tumori. Lo screening permette di diagnosticare precocemente anche malattie cardiache e polmonari come la BPCO permettendo di instaurare terapie e stili di vita in grado di ridurne la mortalità. Si sa anche che lo screening può produrre procedure inutili in soggetti con noduli benigni e un rischio di tumori da radiazioni. Tuttavia i benefici superano i danni. Per questo bisogna indirizzare lo screening verso soggetti a rischio. 

Aver lavorato a contatto con l'amianto, nell’industria chimica ed energetica, nelle cave, nell’industria ceramica, nella cantieristica navale, nei porti e negli aeroporti, nell’edilizia, l’aver lavorato come autotrasportatore, nelle forze dell’ordine esposte al traffico urbano, vivere nei pressi di centrali elettriche o impianti chimici, nei pressi di strade ad alta percorrenza oltre naturalmente l’essere fumatori o ex fumatori costituiscono fattori di rischio che devono suggerire uno screening.

Si obietta a questo tipo di richiesta domandando chi sopporterà i costi dello screening. La stessa riduzione dei decessi produrrà un risparmio. Ma se questo non dovesse bastare o risultare abbastanza convincente ci si potrebbe rivolgere alle aziende che hanno prodotto il rischio o aumentare il costo dei tabacchi, degli alcoolici e delle bevande zuccherate.

Anche le campagne antifumo e per la promozione di corretti stili di vita insieme alla riduzione delle emissioni industriali e veicolari produrranno i loro benefici effetti in futuro, ma per le esposizioni del passato è necessario che nelle aree pugliesi in cui si è evidenziata una maggiore mortalità per tumore al polmone sia avviato lo screening dei soggetti a rischio.

*Direttore di Radioterapia all’Ospedale “Perrino” di Brindisi

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