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A Castiglione d’Otranto

Salento, nasce la “comunità del mulino”

  • Venerdì, 05 Aprile 2019
Salento, nasce la “comunità del mulino”

L’avvio dell’attività di produzione di un mulino diventa un impegno per la democrazia, uno strumento di aggregazione della comunità e di lotta allo spopolamento delle aree rurali.

di Ilenia FALCO

A Castiglione d’Otranto, una piccola frazione di Andrano, in Puglia, nasce il primo mulino di comunità d’Italia. Un vero e proprio centro di trasformazione dei cereali e dei legumi grazie al quale tutti, soprattutto i micro-produttori, potranno finalmente creare farine di qualità a costi equi. Un’iniziativa economica che è però anche un «impegno per la democrazia del cibo e uno strumento di lotta allo spopolamento nelle aree rurali», dicono i promotori. Sarà aperto a chiunque voglia macinare grani antichi in un mulino a pietra, l'unico metodo che consente di rispettare il mantenimento delle caratteristiche e delle qualità di questi cereali.

È stato ideato dall’associazione “Casa delle Agriculture Tullia e Gino”, che dopo aver riconvertito e coltivato alcune terre sottratte all’abbandono, ha lanciato, insieme alla “Rete Salento Km0”, una campagna di raccolta fondi, ottenendo in poco più di un mese ben 37mila euro, impiegati poi, insieme ad uno stanziamento da parte della Regione Puglia e della Fondazione “Con il Sud”, nella ristrutturazione dei locali che oggi ospitano il mulino. «Il mulino è un presidio del diritto al cibo sano – hanno spiegato gli attivisti di “Casa delle Agriculture” – soprattutto per le fasce più deboli che, per ragioni di costi, finora sono state dirottate verso l’acquisto di cibi spazzatura. Azionando la leva della prossimità e dell’educazione, riattivando risorse dormienti come le terre incolte e i vincoli di solidarietà, noi cerchiamo di praticare la democrazia alimentare, perché è una questione di salute: alla qualità hanno diritto di accedere i figli dei ricchi quanto i figli dei poveri, dei disoccupati, dei cassaintegrati, dei salariati. Non ci possono essere compromessi su questo».

L’ atteso taglio del nastro è avvenuto a fine marzo, nell’ambito della seconda edizione della Festa della Terra. «Quello che si è inaugurato non è semplicemente un mulino, ma è un percorso di comunità – ha commentato Carlo Borgomeo, presidente della Fondazione “Con il Sud” –. In una terra che spesso si spopola per la difficoltà di riconoscere e sfruttare le sue risorse, credo che uno strumento come questo mulino sia una ventata di ottimismo e fiducia, perché consentirà non solo di far rifiorire terre a lungo incolte, ma farà rinascere l’entusiasmo delle persone chiamandole ad adoperarsi per il benessere del territorio e per la Comunità».

Solo a Castiglione d’Otranto sono stati strappati all’abbandono 15 ettari, concessi in comodato d’uso gratuito dai compaesani e coltivati con ortaggi, farro, orzo e grani, con metodi rigorosamente naturali. Inoltre, sono stati avviati diversi progetti, tra cui il primo vivaio della biodiversità della Puglia, per il recupero delle sementi scomparse e la riproduzione delle piante madri, il gruppo di acquisto popolare anticrisi, la campagna di comunicazione contro l’uso di pesticidi, il progetto di integrazione dei migranti fuoriusciti dal circuito dell’accoglienza statale e sono stati organizzati numerosi eventi che pongono al centro i temi ambientali.

Il mulino non sarà solo un luogo di produzione e di lavoro, ma anche di incontro e cultura. Accanto ad esso sorgeranno infatti uno spazio per la lettura, una “little free library” donata dalla Cianfrusoteca di Salice Salentino e un piccolo giardino comune con alberi di frutti minori, tra i quali spunta in particolare il melograno dedicato a Michele Frascaro (giornalista nato e cresciuto nel sud del Salento, ricordato soprattutto per aver costruito un importante progetto di comunicazione e controinformazione politica e sociale su ciò che accadeva in Puglia con la rivista l’Impaziente).

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