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REFERENDUM, NO AL POPULISMO

  • Domenica, 13 Settembre 2020
REFERENDUM, NO AL POPULISMO

Una riforma sbagliata e parziale. Ci sono tante ragioni tecniche per votare No al taglio dei parlamentari, ma c'è una politica che le riassume e le inquadra bene tutte: dire No al populismo di una riforma demagogica nata dall'antipolitica grillina.

di Lino DE MATTEIS

Ci sono tante ragioni tecniche per votare No al taglio dei parlamentari, una riforma sbagliata e parziale, ma c'è una politica che le riassume e le inquadra bene tutte: dire No al populismo di una riforma demagogica nata dall'antipolitica grillina.

A parte, infatti, il risibile risparmio che se ne ricava, se veramente si voleva ridurre la spesa, bastava dimezzare i lauti stipendi dei parlamentari invece di incidere, peggiorandolo, sul delicato rapporto democratico tra eletti ed elettori, allontanandoli ancora di più gli uni dagli altri, mettendo a rischio la presenza di interi territori e delle minoranze, aumentando la difficoltà dei cittadini ad essere rappresentati.

Senza una riforma organica per superare il bicameralismo perfetto, cambiare i regolamenti parlamentari e la legge elettorale, il solo taglio dei parlamentari crea più danni che benefici, non produrrà più efficienza legislativa ma determinerà una "casta" più ristretta, più elitaria, più controllabile e manovrabile dalle oligarchie dei partiti, che non hanno avuto il coraggio di dire No in Parlamento per paura di essere additati come "casta" dalla propaganda grillina.

Col solo taglio dei parlamentari si alterano equilibri costituzionali fondamentali per la democrazia, come, per esempio, per l'elezione del Capo dello Stato, facendo aumentare il peso politico dei rappresentanti delle Regioni che partecipano al voto rispetto al numero notevolmente ridotto dei parlamentari.

Così com'è oggi, il taglio dei parlamentari è solo uno spot elettorale dei grillini dato in pasto all'opinione pubblica per interessi elettorali ed equilibri di maggioranze (giallo-verdi e giallo-rosse). Se i partiti non hanno avuto il coraggio di dire No in Parlamento per paura della propaganda grillina, siano i cittadini a ricordare che la Costituzione non si cambia al buio, sotto le pulsioni di istinti demagogici e populisti, ma avendo chiaro dove si vuole andare a parare, avendo un progetto organico di riforme istituzionali già concordate.

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