L’editoriale di Lino DE MATTEIS

Quelli che...sì, ma l'opposizione!?!

  • Mercoledì, 07 Agosto 2019
Quelli che...sì, ma l'opposizione!?!

C'è una fetta di elettorato italiano, un buon terzo circa, che ha creduto onestamente di poter cambiare tutto, annullare l'esistente, ripartire da zero e realizzare quel "mondo perfetto" vagheggiato in campagna elettorale...

di Lino DE MATTEIS

C'è una fetta di elettorato italiano, un buon terzo circa, fatta di persone per bene, che ha creduto onestamente di poter cambiare tutto, annullare l'esistente, ripartire da zero e realizzare quel "mondo perfetto" vagheggiato in campagna elettorale.

Per fare ciò era però necessario fare piazza pulita di tutto quello che c'era stato “prima”, considerato il peggio del peggio, il male assoluto da esorcizzare, condannare, respingere. E quel sentimento di ripulsa, di odio e di rancore verso tutto e tutti è stato utilizzato come potente propulsore per vagheggiare il cambiamento verso il "nuovo mondo".

Ora però, di fronte alla realtà, quell'elettorato si trova a dover constatare che il cambiamento immaginato non c’è stato, non ha prodotto nulla di buono ma, anzi, ha peggiorato notevolmente la situazione economica del paese, mentre l'Italia precipita sempre di più verso un clima politico autoritario e repressivo, che fomenta odio e rancore tra gli esseri umani.

Di fronte a questa constatazione, quell’elettorato si è diviso in tre tronconi: una parte ha deciso di schierarsi con sovranisti e populisti, sostenendo incondizionatamente il governo; un'altra fetta ha già fatto ritorno sui suoi passi, tornando nell’alveo elettorale dei vecchi partiti; un'altra parte ancora, la più consistente, è rimasta paralizzata nel limbo dell'indecisione con una forte crisi di coscienza, stretta tra il continuare ad essere coerente con la scelta fatta in campagna elettorale e la necessità di riconoscere di essersi sbagliata.

Quest'ultima fetta di elettorato, sostenuta da una parte della stampa ora con lo stesso problema di coscienza, se da una parte sente di dover prendere le distanze dalle scelte del governo giallo-verde, dall'altra respinge l’idea di dover riconoscere che, tutto sommato, rispetto al presente, quello che c'era prima non era poi il male assoluto e, anzi, per tanti versi, era meglio di adesso.

Poiché il "prima" è rappresentato dall'attuale opposizione, questa fetta di elettorato e gli opinionisti schierati con essa non sono disposti a riconoscere l’operato dell’opposizione, perché questo significherebbe ammettere di essersi sbagliati. Un sentimento paralizzante la loro azione politica, espresso nel ritornello, ripetuto non senza un certo imbarazzo: "si, il governo fa male ...ma l'opposizione dov'è, che cosa fa?". E, con questa puzza sotto il naso per l’opposizione, si arriva addirittura a paragonare Renzi a Salvini e a mettere sullo stesso piano il governo precedente con quello attuale a trazione leghista, arrogante, prepotente e irrispettoso delle Istituzioni.

Per questa fetta di elettorato per bene è giunta l’ora della responsabilità, perché continuando a restare prigionieri di se stessi, nel limbo della politica, continuando a respingere l’ipotesi di avvalorare il ruolo dell’opposizione – l’unica opposizione possibile oggi, baluardo alla deriva legista – si continua a consegnare l'Italia alla destra di Salvini. Solo un atto di coraggio intellettuale, un'ammissione di aver coltivato in buona fede un'illusione, può sbloccare il pericoloso stallo politico attuale, può invertire una tendenza nefasta e salvare il valore delle Istituzioni e della Democrazia nel nostro Paese.

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