Una targa a San Foca in onore di Franco Corlianò

Per non dimenticare Murghì

  • Mercoledì, 31 Luglio 2019
Per non dimenticare Murghì

Un artista a tutto tondo, scrittore, pittore, autore, figlio del Sud e amante della sua terra, la Grecìa Salentina. Conosciuto in Grecia e cultore della madre lingua ellenica che lo ha portato a realizzare il primo vocabolario grico-italiano.

di Fernando DURANTE

Per non dimenticare. Qualche giorno fa, in piazzetta dei Pescatori, a San Foca di Melendugno, il sindaco, Marco Potì, ha scoperto una targa in ricordo di Franco Corlianò, in arte “Murghì”, alla presenza di tanta gente che lo ha conosciuto. Lui, calimerese doc (alla cerimonia è stata presente anche la sindaca del paese grico, Francesca De Vito, grande amica di “Murghì”), con orgoglio, aveva adottato il soprannome della famiglia, per farsi identificare nelle opere, scritti, canzoni, pitture: un artista a tutto tondo, senza alcuna esagerazione. L’ultimo suo regalo a quel mondo grico che tanto amava è stato il vocabolario, grico italiano e viceversa. A quella pignola ricerca ha dedicato dieci anni di vita, un’opera faraonica di oltre mille pagine (Manni ed.). Era stato il compianto sindaco dell’epoca, Giannino Aprile (erano gli anni Sessanta), a dargli la spinta, a spronarlo alla ricerca a farlo appassionare all’antica lingua, riconoscendogli la spiccata propensione. E Murghì iniziò il suo lavoro, annotando su una “libretta” nera, com’era in uso in quel tempo. Per quanto,“Macchinista per necessità”, scherzava (mica tanto, poi) della sua professione nelle Ferrovie Sud-Est, non aveva mai cessato di cercare, scrivere, pitturare. I suoi quadri, si ricorda in paese, “si vendevano ancor prima dell’inaugurazione della mostra”. Negli anni, proprio per quella grande passione di ricerca, aveva allacciato profonde amicizie con studiosi nella “madre patria” greca. Tanti sono stati i suoi amici d’oltremare greci che lo piangono ancora. In Grecia era diventato famoso, una icona (senz’ombra di esagerazione), con la canzone “Andrammu Pai (mio marito parte)”, ancor oggi, notissima fra la gente greca. Nell’isola greca di Rodi, si tiene un festival con il titolo di quel motivo. Strazianti note che raccontano l’addio di un padre che emigra e lascia la famiglia nella disperazione. Quando fu incisa per la prima volta, erano gli anni ‘90, era stata cantata dalla più nota cantante folk greca, Maria Faraduri, diventata – poi – sua grande amica, con frequenti visite nella casa di Calimera. Per quanto non fosse un nativo della marina, soleva passare tutte le estati in quella casetta, in piazzetta dei Pescatori che, fra l’altro, era stata una vecchia bettola, ereditata dal suocero. L’aveva ristrutturata e adattata alle necessità della sua famiglia con sobrietà e gusto, come solo lui sapeva fare. Franco Corlianò, è scomparso prematuramente, il 26 giugno del 2015.

Il Grande Salento Direttore Lino De Matteis - Testata iscritta al n. 3/2014 del Registro Stampa del Tribunale Lecce - Cell. +39 335 8281686 - redazione@ilgrandesalento.it | Editore: Glocal Editrice Lecce | Powered by Clio S.r.l. Lecce | Glocal Editrice © copyright 2018-2019 | Tutti i diritti riservati | Privacy policy