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Regione Puglia/ Centrosinistra

L’ombra primarie sulle dimissioni di Di Gioia

  • Martedì, 02 Luglio 2019
L’ombra primarie sulle dimissioni di Di Gioia

La permanenza dell’assessore regionale all’Agricoltura Leonardo Di Gioia nella giunta regionale era diventata un grosso problema per il governatore Michele Emiliano, in procinto di affrontare le primarie del centrosinistra per le regionali del 2020.

di Lino DE MATTEIS

Strane e inaspettate le dimissioni dell’assessore regionale all’Agricoltura, Leonardo Di Gioia, che, naturalmente, nella sua lettera al presidente della Regione non spiega il perché del suo gesto. Qualcuno le vorrebbe collegare al mancato gradimento dell’assessore per la nomina di due sub-commissari all’Arif (l’agenzia regionale per le attività forestali), ma sembra veramente poca cosa per giustificare dimissioni che potrebbero creare serie fibrillazioni alla giunta a pochi mesi dalle elezioni regionali del 2020. Sta di fatto che il suo volontario allontanamento dalla giunta fa tirare un grosso respiro di sollievo al governatore Emiliano per la situazione insostenibile in cui si era cacciato dopo che Di Gioia aveva ufficialmente sostenuto un candidato della Lega alle europee, sostegno che è costato la mancata rielezione, per una manciata di voti, dell’eurodeputata Elena Gentile, del Pd.

In realtà le dimissioni di Di Gioia, che probabilmente ricoprirà un prestigioso incarico ai vertici dell’Ismea per volontà del ministro leghista dell’Agricoltura Centinaio, tolgono non poche castagne dal fuoco al governatore pugliese dopo le dure critiche di larga parte del centrosinistra per aver tollerato il suo assessore anche dopo che questi si era prodigato ufficialmente per far eleggere un eurodeputato leghista. La richiesta di dimissioni dell’assessore, infatti, era stata ufficialmente presentata in Consiglio regionale dal gruppo di “C-entra il futuro”, ma ora le dimissioni volontarie di Di Gioia eviteranno che il dibattito nell’assemblea regionale diventasse una messa in stato d’accusa del governatore Emiliano, contestato sia dai banchi della destra che da quelli dalla sinistra. «È stato di fatto lo stesso Leo Di Gioia ad approvare la nostra mozione, anticipando molti nostri colleghi di maggioranza che in privato ci davano sostegno ma in pubblico stentavano ad aderire. Per questi motivi annunciamo il ritiro della mozione, con riserva di ripresentarla qualora Di Gioia dovesse nuovamente ritirare le sue dimissioni», hanno fatto sapere in una dichiarazione congiunta i sei consiglieri regionali di “C-entra il futuro» (Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea, Donato Pentassuglia) in merito alle dimissioni dell’assessore Di Gioia.

Lo stesso tono con cui Emiliano ha commentato le dimissioni di Di Gioia sembrano quasi un ringraziamento per il gesto fatto, con una promessa sottintesa a riprendere eventualmente il discorso di collaborazione in un futuro migliore. «Ringrazio Leonardo Di Gioia – ha dichiarato Emiliano – per il contributo importante che ha dato in questi anni alla nostra amministrazione alla guida dell’assessorato all’Agricoltura. Non sono stati anni facili, ma sono stati affrontati sempre con grande spirito di servizio e attenzione. Continueremo a lavorare con il comune obiettivo di completare l’attuazione del programma di governo». Una parentesi, insomma, dettata da motivazioni contingenti superiori, che potrebbe chiudersi quando cambieranno le circostanze.

Evitato, dunque, il dibattito in aula, Michele Emiliano potrà affrontare più rinfrancato le primarie di coalizione del centrosinistra, nelle quali, molto probabilmente, se la dovrà vedere proprio con l’ex eurodeputata Elena Gentile, intorno alla quale si starebbero coalizzando i vari cespugli della sinistra e una buona parte dello stesso Pd. Essendo stata “vittima” del suo ex assessore alle europee, Gentile rappresenterebbe l’alternativa ideale alla cattiva politica del governatore, che, con accordi personali con esponenti del centrodestra, ha snaturato non poco l’anima del centrosinistra pugliese. L’ombra di Di Gioia peserà, comunque, alle primarie, poiché resta il fatto che l’assessore si è dimesso volontariamente, mentre il presidente Emiliano lo ha tollerato nella giunta di centrosinistra anche dopo la sua campagna elettorale in favore della Lega.

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