AGRICOLTURA

La xylella se la ride, niente linea dura

  • Martedì, 29 Gennaio 2019
La xylella se la ride, niente linea dura

Dopo la contrarietà di Grillo, è stato dichiarato inammissibile il provvedimento che prevedeva il carcere per chi si rifiuta di abbattere gli ulivi infettati dal batterio killer. Vincono complottisti e santoni e la xylella si prepara, con la primavera prossima, ad estendere il suo dominio.

Niente carcere per chi non abbatte gli ulivi infetti. Contro la misura che il governo giallo-verde voleva adottare si era scagliato, nei giorni scorsi, Belle Grillo, che aveva definito la prospettiva della reclusione una visione “da film horror”. E così, togliendo le castagne dal fuoco allo stesso governo, la presidenza del Senato, nel corso del dibattito in aula, ha dichiarato la inammissibilità dell’emendamento presentato dai relatori che prevedeva l'obbligo di distruzione degli ulivi infetti, stabilendo per il mancato rispetto delle nuove norme anche la pena estrema del carcere da 1 a 5 anni. Era evidente che la previsione normativa che ipotizzava la pena detentiva aveva una funzione simbolica ed esprimeva la volontà del governo di voler incidere drasticamente nella lotta alla xylella, sarebbe, infatti, stato difficile applicarla a incensurati, che se la sarebbero cavata con una sanzione pecuniaria o equivalente. Così, purtroppo, torna a sbrindellarsi la volontà di chi ritiene necessario combattere drasticamente la zylella, che, così, con buona pace per i complottasti e santoni, torna fare quello che vuole e, con la primavera, si prepara ad estendere ad altri territori pugliesi la sua malefica presenza.

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