LECCE/ La scomparsa di Piero Manni

La vita come impegno politico e letterario

  • Venerdì, 22 Maggio 2020
La vita come impegno politico e letterario

Lutto nel mondo della cultura e della politica salentina, per la scomparsa di Piero Manni, editore impegnato anche in politica.

Piero Manni

«Il vuoto che lasci è tremendo, ma ci hai insegnato così tanto, e sei in ogni nostro libro - quelli fatti, quelli immaginati e mai realizzati, quelli che hai scritto e tradotto e curato, e in quelli che hai inventato negli ultimi giorni e su cui hai scocciato fino all’ultimo perché ci lavorassimo! - che ti ritroveremo per sempre dappertutto». E’ il commovente annuncio con cui la casa editrice “Manni Editori” ha dato oggi, sulla sua pagina facebook, la triste notizia della scomparsa di Piero Manni, all’età di 76 anni, editore impegnato ed ex consigliere regionale di Rifondazione comunista. Oggi presidente emerito dell’Anpi Salento. Fedele fino all'ultimo a quella visione che lo aveva portato a fare della sua passione politica un lavoro e dell'editoria una missione, condivisa dall'intera famiglia, la moglie, Anna Grazia D'Oria, le figlie Grazia e Agnese, l’anima manageriale e quella editoriale, e Daniele.

Piero Manni era nato a Soleto, ha insegnato nella scuola media e per vent’anni nelle carceri. Cofondatore della casa editrice omonima, con essa ha pubblicato nel 1990 “Feuilleton - Il maestro di tennis”, scritto insieme a Giovanni Pellegrino, nel 2000 il libro di racconti “Salento Salento”, nel 2004 un saggio in “Salento d’autore. Guida ai piaceri intellettuali del territorio”, nel 2009 “Il prete grasso”, nel 2012 “Prima che sia peccato” e, con Sonda, “Salentini. Guida ai migliori difetti e alle peggiori virtù”, nel 2013 “I fichi in tasca”. Aveva interpretato proprio il ruolo di un insegnante in carcere nella pellicola di Edoardo Winspeare "La vita in comune".

Manni Editori è una casa editrice fondata del 1984, con sede a San Cesario di Lecce. Piero Manni e Anna Grazia D'Oria, una coppia di operatori culturali... cresciuta negli anni della fantasia al potere del '68 studentesco avviano la casa editrice nel gennaio 1984 con la rivista di letteratura "l'immaginazione", ancora oggi attiva; intorno alla testata si creò fin dall'inizio una rete di relazioni e interessi culturali che diventarono organici nella programmazione di una produzione libraria, a partire dal primo libro pubblicato, “Segni di poesia/lingua di pace”, con testi di Edoardo Cacciatore, Mario Lunetta, Francesco Leonetti, Giorgio Caproni, Mario Luzi, Alfredo Giuliani, Antonio Porta, Edoardo Sanguineti, Paolo Volponi, Andrea Zanzotto, tutti autori che pubblicheranno negli anni successivi per Manni. Accanto alla poesia e alla narrativa, parte sempre nel 1985 "La scrittura e la storia", la prima collana di saggistica, diretta da Romano Luperini, che apre con “Cina Cina” di Luigi Malerba. Negli anni successivi (a volte in coedizione con l'editore Lupetti) la Manni intensifica anche il settore della pamphlettistica politica, pubblicando, tra gli altri, “Salva e continua” di Ovidio Bompressi, con introduzione di Erri De Luca (1997); “Non ci sto!: appunti per un mondo migliore”, dialogo tra Pietro Ingrao e Alex Zanotelli (2003); il “Dialogo sulla legalita” tra Luigi Ciotti e Nichi Vendola (2005); “La sollevazione: collasso europeo e prospettive del movimento” di Franco Berardi (2011). Nel 2014 il catalogo consta di oltre 1700 titoli.

Tra gli autori della casa editrice pubblicati in prima edizione, si ricordano:
* Massimo Bray (“Alla voce Cultura. Diario sospeso della mia esperienza di Ministro”, 2019);
* Francesco Leonetti (“Palla di filo: poemetto con commento”; introduzione di Filippo Bettini e Romano Luperini, 1986; “La vita e gli amici (in pezzi)”, 1992; “I piccolissimi e la circe: romanzo-paradosso”, 1998; “La freccia: poesie”, 2001; “Le storie furiose: Libro dei folli e dei mostri”, “Il gran Can”, 2003; “Scritti estremi di rabbia e di gioco: narrazioni, poesie, scene e prose”, 2005; “Voci di una vita: racconti, poesie, dialoghi, con alcuni disegni di Arnaldo Pomodoro”, 2007);
* Alda Merini (“La poesia luogo del nulla”, 1999; “Il maglio del poeta”, 2002; “Sono nata il ventuno a primavera: diario e nuove poesie”, 2005; Canto Milano, 2007);
* Edoardo Sanguineti (“Novissimum testamentum”, 1986; “Corollario” 1996, 1996; “Atlante del Novecento italiano: la cultura letteraria”, 2001; “Omaggio a Shakespeare: nove sonetti”, 2004; “Come si diventa materialisti storici?”, 2006);
* Franco Fortini (“Diario tedesco” 1949, 1991; “Franchi dialoghi”, 1998);
* Edoardo Cacciatore (“Graduali”, 1986; Itto itto, 1994);
* Giuseppe Bonaviri (“Lip to lip”, 1988).
Accanto ad autori già affermati, la casa editrice ha dato spazio anche ad autori ancora all'epoca poco noti come Biagio Cepollaro (“Scribeide”, 1993), Tommaso Di Francesco (“Incorpora testo”, 1994), Diego Cugia (“Il mercante di fiori”, 1997), Giancarlo De Cataldo (“Acido Fenico: ballata per Mimmo Carunchio camorrista”, 2001), Wanda Marasco (“L'arciere d'infanzia”, 2003, Premio Bagutta 2004), Antonello Carbone (“A Taormina, in inverno”, 2013; “Il giallo sole di Vendicari”, 2017) ed esordienti, come Marcello Frixione (“Diottrie”, 1991).

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