LA VIGNETTA di Giancarlo MONTELLI

La televisione del padrone

  • Lunedì, 28 Gennaio 2019
La televisione del padrone

La prima azione di ogni dittatore degno di questo nome o di ogni bravo golpista è l'occupazione della televisione e della radio, cacciando tutti i giornalisti non graditi al regime. Questo per eliminare il dissenso. Nella democratica Italia ...

di Gaincarlo MONTELLI

La prima azione di ogni dittatore degno di questo nome o di ogni bravo golpista è l'occupazione della televisione e della radio, cacciando tutti i giornalisti non graditi al regime. Questo per eliminare il dissenso. Nella democratica Italia questa antidemocratica azione è stata sempre attuata da tutti i governi, tanto da diventare una consuetudine. Abbiamo imparato ad accettare questo insulto alla democrazia come normale atto di governo. Prima di tangentopoli il primo canale era democristiano, il secondo socialista il terzo comunista. Poi i governi successivi si sono spartiti la televisione pubblica a seconda delle percentuali di voto. Berlusconi aveva cinque canali, tre suoi e due della tv di stato.Poi è arrivato il governo del cambiamento, quello che prometteva di trasformare tutto, di eliminare la povertà, la corruzione, di aprire il parlamento come una scatola di sardine, di abolire tutte le pessime consuetudini dei governi precedenti. Bellissimo! Ebbene, sta disattendendo ogni promessa fatta e l'OCCUPAZIONE DELLA TELEVISIONE PUBBLICA è l'ultimo esecrabile atto di questi signori che stanno ripercorrendo in peggio tutte le malefatte dei governi precedenti (Freccero, che delusione!). In più i 5 Stelle, che avevano assicurato di risanare l'Italia, stanno rincorrendo Salvini nelle sue azioni razziste e fasciste, assumendone anche il linguaggio. ATTENZIONE, però, perché a differenza dei tempi passati in cui i soli mezzi di informazione erano le televisioni, la radio e i giornali, adesso c'è anche la rete, che è molto più difficile imbavagliare. E questo mezzo, che questi signori hanno usato e stanno usando sovrabbondantemente come strumento di consensi, probabilmente diventerà il mezzo con cui dovranno fare i conti. La maggior parte del popolo italiano che non sta con questi prepotenti pifferai magici ("facciamo tutto questo nel nome di 60 milioni di italiani!") e che normalmente non è abituata a urlare e mostrare i muscoli, comincerà a postare in rete il proprio disappunto. E allora lorsignori dovranno fare i conti con il dissenso montante, con i "NON PARLATE A NOME MIO!", e il loro mezzo di comunicazione preferito diventerà il loro peggior nemico.

Il Grande Salento Direttore Lino De Matteis - Testata iscritta al n. 3/2014 del Registro Stampa del Tribunale Lecce - Cell. +39 335 8281686 - redazione@ilgrandesalento.it | Editore: Glocal Editrice Lecce | Powered by Clio S.r.l. Lecce | Glocal Editrice © copyright 2018-2019 | Tutti i diritti riservati | Privacy policy