Presentato a Lecce il Rapporto Puglia 2018 dell’Ipres

Il turismo traina la Puglia

  • Venerdì, 27 Settembre 2019
Il turismo traina la Puglia

Dal 2015 al 2018 si è registrato un incremento del turismo internazionale del +44 % degli arrivi di turisti stranieri e 33% di incremento delle presenze, crescita che ha contribuito alla destagionalizzazione e all’aumento del +4% di nuova occupazione, dal 2017 al 2018, in un settore trainante dell’economia pugliese.

«Siamo sulla buona strada, dobbiamo continuare a lavorare e non accontentarci dei risultati raggiunti», così l’assessore regionale Loredana Capone intervenendo questo pomeriggio a Lecce, alla presentazione del “Rapporto Puglia 2018” pubblicato dall’Ipres. «Questo dinamismo distintivo della Puglia rispetto alle regioni del Mezzogiorno - ha continuato l’assessore Capone - che emerge dal Rapporto dell’Ipres, ci incoraggia a proseguire sulla strada intrapresa. Bisogna continuare ad investire sull’innovazione, sulla cultura, sul turismo, sui sistema dei trasporti e sulla qualità dei servizi».

Per ciò che attiene in particolare il Turismo, l’assessore Capone ha evidenziato il trend di crescita del settore: «Dal 2015 al 2018 - ha detto - abbiamo avuto un incremento del turismo internazionale del +44 % degli arrivi di turisti stranieri e 33% di incremento delle presenze. Questa crescita ha certamente contribuito alla destagionalizzazione. Gli operatori turistici stanno investendo molto in qualità dei servizi e formazione del personale, ed è evidente che anche le politiche messe in campo dalla Regione Puglia nel corso di questi anni hanno determinato questi risultati che ci confortano anche in termini di nuova occupazione (+4% dal 2017 al 2018) in un settore trainante dell’economia pugliese».

Il contesto macro-economico regionale descritto nel Rapporto Puglia 2018 è quello di un territorio che, pur connotato da andamenti sostanzialmente allineati a quelli dell’intero Mezzogiorno, evidenzia un proprio dinamismo distintivo che, in modo particolare negli anni successivi alla crisi del 2008, si è tradotto in una persistente resilienza nelle fasi di crisi ed in una significativa reattività in quelle di ripresa del ciclo economico. Questo profilo di fondo della regione è registrato dai conti economici territoriali ed è riproposto dagli indicatori di Benessere equo e sostenibile (BES), così come dal valore attuale degli indicatori relativi ai Sustainable development goals (SDG) adottati dall’Agenda 2030 dell’ONU ed elaborati dall’ISTAT; che infatti segnalano, negli ambiti riferibili alle politiche sociali e della salute, posizioni della Puglia superiori a quelle del Mezzogiorno.
In questo scenario, nel quale permane il dualismo tra Mezzogiorno e Centro-Nord, il Rapporto riserva particolare attenzione alla intensa e prolungata contrazione degli investimenti, registrata sin dai primi anni del secolo (2005), in Puglia come nell’intero Paese.

Il Rapporto riserva inoltre una specifica attenzione all’analisi di lungo periodo del
mercato del lavoro e ne approfondisce i principali fattori di cambiamento, a partire da quello demografico, che è all’origine della riduzione del flusso in entrata dei giovani in età da lavoro e del rapido processo di invecchiamento degli occupati, per poi cogliere la crescente presenza delle donne al lavoro, la maggiore flessibilità dei contratti, le importanti modificazioni nella distribuzione settoriale, con i settori del Commercio, Istruzione e Sanità e Industria in senso stretto che rappresentano circa il 50% dell’occupazione totale. Infine, il Rapporto conferma, anche quest’anno, la propria attenzione alla dimensione sociale, soffermandosi sulle performance del sistema sanitario regionale, sulle recenti dinamiche evolutive del Terzo settore e sulle policies regionali in materia di immigrazione.

Il 2019 sarà certamente un anno cruciale per il rilancio degli investimenti: non solo
dovrà essere definito il nuovo Piano Operativo (PO) per il periodo 2021-2027, ma dovranno al contempo essere accelerate le operazioni di spesa relative al ciclo 2014-2020 della programmazione nazionale ed europea. In questa prospettiva, anche sulla scorta delle migliori prassi già espresse dalla programmazione regionale, è avvertita l’urgenza di coinvolgere l’intero sistema pubblico nel processo di definizione delle priorità strategiche, anche al fine di sostenere e valorizzare la capacità amministrativa degli enti locali, necessaria per l’attuazione degli investimenti pubblici nei territori.
Al tempo stesso appare necessario rafforzare quei paradigmi innovativi che, anche in adesione alle indicazioni dell’Unione Europea, sono già presenti nell’attuale disegno delle politiche regionali per lo sviluppo dell’economia e del lavoro e sono rivolti al migliore raccordo tra le realtà della ricerca e le imprese. E proprio in questo ambito, che interessa direttamente la “terza missione” delle Università, è possibile la realizzazione di iniziative progettuali in grado di concorrere a quella nuova fase delle politiche di sviluppo necessaria per il superamento del divario Nord-Sud e per lo sviluppo del Paese.

Alla presentazione del Rapporto Ipres erano presenti il sindaco di Lecce Carlo Salvemini, il presidente della Fondazione Ipres Mario De Donatis, il direttore dell’Ipres Angelo Grasso e il direttore generale di Pugliasviluppo Antonio De Vito.

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