RIFIUTI

Il Salento non è la discarica della Raggi

  • Giovedì, 31 Gennaio 2019
Il Salento non è la discarica della Raggi

Il sindaco di Roma abusa della disponibilità dei pugliesi e continua a mandare 250 tonnellate al giorno di rifiuti raccolti nella capitale nelle discariche brindisine e tarantine, senza pagare nulla per il disturbo col beneplacito del ministro dell’Ambiente. 

La scorsa estate, in piena emergenza rifiuti, la Puglia concesse a Roma di accogliere nei propri impianti 4.500 tonnellate di spazzatura raccolta nelle strade della Capitale. La disponibilità valeva però solo per il mese di giugno, dovevano, infatti, essere però solo trenta giorni di ossigeno per la disastrata gestione del Campidoglio. Ma la Raggi non ha fatto nulla per risolvere nel frattempo la situazione e anzi continua a dire che «Roma non vuole discariche», col risultato che silenziosamente ha continuato a esportare immondizia in Puglia al ritmo di 250 tonnellate al giorno. Allora la Puglia, nell’ultimo bilancio regionale, ha inserire una norma ad-hoc per imporre un sovrapprezzo del 20% sulla tariffa di stoccaggio dei rifiuti provenienti da fuori regione, per alimentare un fondo per il «miglioramento ambientale del territorio interessato» dai carichi extra di rifiuti. Provvedimento votatò all’unanimità dal consiglio regionale, compresi i grillini. Il ministero dell’Ambiente Sergio Costa, in quota grillina, si è invece opposto all’aumento della tariffa, annunciando che l’avrebbe impugnata davanti alla Consulta. Insomma la Puglia non solo deve continuare ad accogliere i rifiuti capitolini al di là della disponibilità temporale manifestata nell’emergenza, ma lo deve continuare a fare senza nulla pretendere.

Dura la replica dell’assessore regionale all’Ambiente, Gianni Stea: «Quando il dito indica la luna lo stolto guarda il dito. Se poi si tratta dei 5Stelle pugliesi la faccenda assume toni grotteschi. Ai grillini eletti per mandato divino consiglierei un bagno di umiltà, anzi consiglierei un dignitoso silenzio. A maggior ragione adesso, quando dopo aver fatto ingoiare ai pugliesi la giravolta sulla Tap, quella sull'Ilva e l'accordo fuffa sulle Trivelle, devono giustificare l'obbedienza cieca ai vertici nazionali sulla questione rifiuti romani, frutto del grande bluff targato Virginia Raggi».

«Forse agli elettori che già li hanno ampiamente condannati, quel che resta dei 5Stelle dovrebbe spiegare il no alla maggiorazione del 20% che la Puglia applica sulla tariffa di stoccaggio dei rifiuti provenienti da fuori regione. Maggiorazione che – spiega Stea – è da intendere quale equo compenso di solidarietà a titolo di compensazione e a tutela delle nostre comunità ed è destinata alla costituzione di un fondo per il miglioramento ambientale del territorio interessato dai carichi extra di rifiuti. Maggiorazione approvata all'unanimità. Ma mi rendo conto che parlare di difesa dell'ambiente a chi sta precipitando l'Italia diventa assai complicato Per il resto lo spettacolo indecente dato dai grillini non diverte nemmeno un po', tanto che non piacerebbe nemmeno a Freccero per un remake a pagamento su un canale Rai».

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