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TERRITORIO/ Intervento di Antonio Costa

Il Grande Salento come opportunità mantenendo il vincolo Regione Puglia

  • Martedì, 28 Luglio 2020
Il Grande Salento come opportunità mantenendo il vincolo Regione Puglia

di Antonio COSTA*

Il territorio Salentino già Provincia di Terra d’Otranto, fin dagli anni ’20 frazionato per esigenze di semplificazione burocratica - e quindi di vicinanza dell’Ente alla popolazione – nelle tre province di Lecce Brindisi e Taranto, ha sempre costituito un’unica entità fisico – geografica. La dimensione è notevole poiché si estende da Taranto fino al Santa Maria di Leuca e poi su per Ostuni. La fortuna di questa terra è quella di essere pianeggiante e bagnata da due mari, Mar Jonio e Mar Adriatico.

Le tre province nacquero dunque in periodo antecedente la Costituzione Repubblicana che postulò l’articolazione dello Stato in Regioni. I parlamentari Salentini in sede di stesura della Carta Costituzionale provarono a perseguire l’istituzione della Regione Salento per ripristinare l’antica virtuosa naturale realtà della “Terra D’Otranto”. I nostri parlamentari dell’Epoca, in primis l’On. Giuseppe Codacci Pisanelli, non ebbero successo in questo tentativo e subirono la forza parlamentare extra salentina.

Terra dOtranto

Nel tempo le tre province, a momenti, sono entrate anche in competizione tra loro - una competizione certamente non virtuosa - rivendicando primati non finalizzati alla esaltazione della Salentinità. Accade sempre più spesso però che un evento di successo lo si voglia enfatizzare come avvenuto in un punto geografico chiamato Salento, o grande Salento. Un territorio che coincide con il tacco dello stivale Italiano, un territorio che è parte integrante della Regione Puglia ma dalla quale si ha voglia di differenziarsi perché ritenuto una subregione della stessa.

Sarebbe auspicabile la realizzazione di una grande provincia con l’accorpamento delle province di Lecce, Brindisi e Taranto con il superamento delle rivalità sulla individuazione della città capoluogo per dar luogo ad una entità istituzionale nuova con circa un milione e ottocento mila abitanti che potrebbe vantare 2 Porti mercantili e turistici di una certa dimensione ed importanza a Taranto (questo anche ad uso militare) e Brindisi oltre a quelli secondari di Gallipoli e Otranto sempre di natura mercantile e turistica, 3 Aeroporti a Brindisi, Grottaglie e Galatina (quest’ultimo per uso militare) a cui si aggiungerebbe quello di Lecce Lepore ad uso turistico e chilometri di strade di tutto rispetto ma soprattutto una visione organica per lo sviluppo di questo territorio. Uno sforzo notevole andrebbe compiuto per progettare ed attuare un piano infrastrutturale che mettesse in rete l’intera area Salentina; si pensi alla rete viaria e ferroviaria. Una lacerazione involontaria all’Unità Salentina la creò proprio una rete autostradale incompleta con la costruzione del tratto BA - TA che non essendo stata ultimata fino a Lecce ha “strattonato” Taranto verso Bari. Non c’è chi non veda che quel percorso non considera la Salentinità.

Una prospettiva – quella richiamata del grande Salento - che allontanerebbe i rischi di una fatale emarginazione di questo territorio (dai greci anticamente chiamata “Messapia”). Infatti che lo si voglia o no il Salento, seppur terra di artigiani, di industriali di successo, di agricoltori, di commercianti, è ormai soprattutto conosciuta per il suo turismo. Le bellezze del territorio, i numerosi eventi ed intrattenimenti proposti rendono il Salento una meta turistica sempre più ambita e non solo a livello nazionale. Pertanto occorre una regia unica e l’abbandono dei localismi per un gioco di squadra che coinvolga attori del territorio Salentino con una visione più ampia. Questo grande territorio ha necessità di avere un volto unitario e compatto con un disegno strategico in linea con le prospettive future.

D’altra parte non è un caso che in alcuni momenti del nostro recente passato gli attori di queste tre province hanno mosso i primi passi per un progetto unitario di grande Salento, poi seguito dalle Camere di Commercio firmatarie di un protocollo di intesa per la collaborazione finalizzata allo sviluppo commerciale. L’Università di Lecce ha cambiato denominazione in Università del Salento. L’Aeroporto di Brindisi è diventato l’Aeroporto del Salento. Ma ancora affiorano i localismi. Serve un progetto di ampio respiro che porti al loro definitivo superamento in nome di una prospettiva vantaggiosa. Una regia che porti i suoi frutti per una politica comune su cultura, infrastrutture, turismo con l’obiettivo di sostenere la crescita socio economica.

Tanto al fine di evitare che questa denominazione Salento rimanga soltanto nella nostra mente e che possa mai divenire giuridicamente un luogo geografico ben definito. L’On. Giacinto Urso eletto in passato per cinque Legislature alla Camera dei Deputati in una circoscrizione elettorale che coincideva con le tre province di Lecce Brindisi e Taranto in un suo scritto ricordava come questo Salento così com’è non assicura il recapito della posta seppur ben affrancata. Una frase che rende l’idea di come al momento l’idea di grande Salento è una incompiuta. Merita attenzione e soluzioni all’altezza dei tempi.

Oggi invocare la riunificazione delle tre province è certamente un bel sogno ma di non prossima realizzazione. In attesa che evoluzioni democratiche ed istituzionali portino all’avvio di un percorso di aggregazione inevitabile sarebbe auspicabile che i responsabili delle tre province di Lecce, Brindisi e Taranto cooperassero in modo stringente – unitamente alle Entità Istituzionali e/o società partecipate dalle stesse, alle Autorità Portuali, al terzo settore – per produrre una sintesi comune dei progetti e programmi per il sud della Puglia. In questo modo gli attori richiamati anticiperebbero con lungimiranza azioni che ritorneranno utili in futuro quando dalle idee al momento fumose di grande Salento potrà concretizzarsi una realtà importante.

E’ evidente che l’Università del Salento ha un ruolo importante in questo percorso di convergenza delle tre province del sud della Puglia - non fosse altro - sul piano culturale. L’Università del Salento può individuare e suggerire un cammino unitario del territorio per l’avvento di un realistico “Grande Salento” dal volto unitario in ogni sua espressione sociale seppur mantenendo il vincolo Regione Puglia. D’altra parte il suo nome cambiato dagli organi accademici in questo ventennio è già un vedere lontano.

*Professore di Economia Aziendale, Università del Salento

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