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XYLELLA

Due piazze, un solo obiettivo: salvare l’ulivo

  • Martedì, 12 Marzo 2019
Due piazze, un solo obiettivo: salvare l’ulivo

Rimettere insieme Confagricoltura e Coldiretti potrebbe apportare solo benefici all’intera categoria ed all’obiettivo comune che è quello di combattere la xilella e salvare l'ulivo salentino.

di Fernando DURANTE

In attesa di misure concrete al contrasto contro la xilella da parte del governo, gli olivicoltori salentini ridiscendono in piazza. Ma, anche loro, divisi sul come affrontare la lotta. Non hanno, realisticamente, suggerimenti da proporre. Se non quello di chiedere interventi economici per sostenere il settore in crisi. In questo preoccupante quadro, ognuno si arrangia con il “fai da te”, nella speranza che il rimedio personale adottato possa dare i suoi frutti e salvare i propri ulivi. Ma, sono solo dei tentativi che potrebbe non approdare a nulla. Intanto passa tempo prezioso.

La Regione, ad onor del vero, con il commissario Silleti, poi contestato e perciò dimissionario, aveva suggerito un metodo radicale ma, probabilmente, capace di fermare l’avanzata del patogeno: quello di creare una zona cuscinetto di cento metri dall’ultima pianta infetta, abbattendo quegli alberi che si trovassero nel mezzo delle due aree. Ora, più di qualcuno rimpiange la mancata adozione. Si ricorderà la feroce contestazione alla misura. Un deputato Cinque Stelle elesse la propria residenza su quell’albero ultracentenario perché non fosse abbattuto. Si parlò di ritornare alle così dette “Buone pratiche”: pulire la base dell’albero con arature leggere per ossigenare la pianta, rigenerare con stallatico, adottare sistemi di potature leggere. Perché, secondo questa teoria, l’aver abbandonato gli antichi usi a vantaggio dell’agricoltura chimica, avrebbe provocato questi disastri.

Comunque, al momento, nessuno intervento è riuscito a fermare l’avanzata del virus. Che ha fatto il suo ingresso nelle campagne di Monopoli. Da quel momento le attenzioni della Regione si sono moltiplicate. Sono nati anche i gillet gialli (Francia docet), per non farci mancare nulla. Come se non bastassero Confagricoltura e Coldiretti a farsi la lotta. Incontri e tavole rotonde si sono intensificati. Ad essere malpensanti ed adottare l’usato pensiero dei salentini che vuole la Regione baricentrica, diremmo che tutto il problema ha ricominciato ad ottenere le prime pagine dei giornali da quando, appunto, il patogeno ha fatto capolino in terra di Bari.

Per tornare nel Salento, rimettere insieme Confagricoltura e Coldiretti potrebbe apportare benefici all’intera categoria ed all’obiettivo comune che è quello di combattere la xilella. Ma, al momento, sembra impresa ciclopica. A vedere le foto dei due cortei di sabato scorso che protestano all’esterno del Palazzo dei Celestini, sede della Provincia, sembrano più due galli pronti ad azzuffarsi che persone che chiedono la difesa di un unico territorio.

Da una parte si trova la Coldiretti in arrivo da piazza Carmelo Bene, per giungere in piazza sant’Oronzo e poi a Palazzo dei Celestini. Dall’altra, la manifestazione organizzata dalla Confagricoltura e Cia, proveniente da Piazza Mazzini. Da entrambe le fazioni si respira rabbia contro un unico imputato: la politica. Rea, a loro dire, di aver perduto tempo prezioso nel contrasto al micidiale patogeno che sta desertificando il Salento. In silenzio, pare stia intensificando la ricerca al contrasto, l’Università degli studi di Bari. Niente di nuovo.

Il Ministro dell’Agricoltura, Centinaio, è tornato a promettere impegno e soldi che, al momento non si vedono. Non tanti, almeno, quanti servirebbero. E, soprattutto, non si comprende la loro benefica destinazione, qualora arrivassero, se non la parziale risposta alle richieste a gran voce delle categorie coinvolte. Intanto, gli ulivi seccano. Non sono pochi i coltivatori che pensano di convertire i terreni degli ulivi coinvolti in altre coltivazioni. Ma sarebbe come togliere l’anima al Salento.

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