INFRASTRUTTURE Il fermo penalizza anche il Salento

Bradanico-Salentina, la grande incompiuta

  • Domenica, 03 Febbraio 2019
Bradanico-Salentina, la grande incompiuta

Il fermo dei cantieri penalizza anche il Salento, dove resta bloccata la realizzazione della superstrada bradanico-salentina che dovrà collegare Taranto a Lecce. 

di Lino DE MATTEIS  

Cantieri bloccati anche nel Salento. Il più importante riguarda l’arteria stradale che potrebbe cambiare le sorti del Salento: la superstrada Bradanico-Salentina, che dovrebbe collegare Taranto a Lecce e avvicinare il Salento alla Basilicata e alla Campania. Un’opera strategica di primaria importanza, poiché, completando il triangolo che collega i tre capoluoghi salentini, Brindisi, Lecce e Taranto, darebbe corpo e sostanza a quella che il professore Giulio Redaelli presentava come un’unica “Città jonico-salentina” o, se vogliamo, al Grande Salento.  

Il Salento ha bisogno di infrastrutture che lo facciano decollare, ha bisogno di interconnessioni con le grandi direttrici stradali, aeroportuali e portuali, che possano esaltare e valorizzare la sua posizione geograficamente strategica di ponte tra Mediterraneo ed Europa, ma anche di infrastrutture che lo rendano fruibile ai suoi abitanti, ai turisti e agli uomini d’affari che si trovano a passare da queste parti, alle imprese locali che devono esportare i propri prodotti e ai commercianti per far circolare le loro merci.  

Una visione lungimirante della politica dovrebbe puntare a recuperare il ruolo che storicamente ha avuto il Salento e rilanciarlo, oggi più che mai, non perdendo l’occasione che il progetto della riapertura della “via della seta” apre per i porti meridionali quali terminali delle merci dei mercati asiatici dirette al continente europeo. Strade, autostrade, porti ed aeroporti diventano il presupposto essenziale alla realizzazione di questa visione di sviluppo del territorio.  

Il governo gialloverde, che blocca i cantieri e dice no alle opere pubbliche, non dà invece speranze che il Salento possa ripartire. Come non dà speranze la prospettiva di riforma delle “autonomie differenziate”, che favorendo, di fatto, la secessione delle regioni ricche del Nord, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, condannerebbe il Salento alla marginalità più totale in Italia e nella stessa Puglia, monopolizzata dal baricentrismo della Città metropolitana capoluogo.  

Le difficoltà, i disagi, i ritardi per spostarsi da Leuca a Taranto diventano l’emblema di un territorio abbandonato. Un’esperienza da terzo mondo per chi voglia utilizzare i mezzi pubblici su gomma o, peggio, su rotaie, con i treni delle Ferrovie Sud Est costretti a camminare quasi a passo d’uomo. Non va meglio per chi utilizza mezzi privati, rallentati, da Leuca a Maglie, da un’altra grande incompiuta: la Statale 275, il cui raddoppio è fermo lì da 25 anni. Da Maglie a Lecce si riprende a camminare con la Statale Adriatica 16; ma da Lecce per Taranto bisogna imboccare la Statale 7ter, realizzata nel lontano 1937, e ridiventa un’odissea di stradine, passaggi ferroviari e attraversamenti di piccoli centri abitati. Un percorso di circa 80 chilometri interrotto, tra San Pancrazio Salentino e Manduria, da un tratto di appena dieci chilometri di una meravigliosa superstrada a quattro corsie, realizzata agli inizi degli anni Novanta e costata 15 milioni di euro. E’ tutto quel che è stato realizzato del progetto della Bradanico-Salentina partito 40 anni fa.  

La realizzazione della Bradanico-Salentina è la priorità che potrebbe cementare e dar corpo a quel tentativo d’intesa sul Grande Salento avviato, l’estate scorsa, dall’incontro dei tre sindaci di Lecce, Brindisi e Taranto. I tre capoluoghi e le tre amministrazioni provinciali dovrebbero mobilitarsi per svegliare il Governo, la Regione e l’Anas perché si riprendano subito i lavori, dal momento che non ci dovrebbero essere problemi finanziari essendo stata inserita l’opera nel “Patto per la Puglia”, sottoscritto dall’allora premier Renzi e dal governatore Emiliano, con un impegno di spesa di 54,7 milioni di euro per il tratto Taranto-Grottaglie-Manduria e di 50,4 milioni per il tratto San Pancrazio-Lecce. Lo sviluppo di un territorio dipende anche dalla volontà politica dello stesso.

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