Alle origini della civiltà europea

Anche il Salento sulla Rotta di Enea

  • Giovedì, 18 Aprile 2019
Anche il Salento sulla Rotta di Enea

La Rotta di Enea, proposta al riconoscimento del Consiglio d’Europa quale "itinerario tusitico-culturale europeo", tocca anche il Salento con Castro.

La candidatura del nuovo itinerario turistico-culturale, tra le ricchezze storiche ed archeologiche dei luoghi del Mediterraneo citati nell’Eneide, è stata presentata nel corso del recente Meeting internazionale “La Rotta di Enea, alle origini della civiltà europea”, organizzato dall’ Associazione Rotta di Enea, su iniziativa della Fondazione Lavinium e del comune di Edremit, primi sostenitori del progetto, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale, per promuoverne la candidatura quale nuovo Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa. «Si tratta – afferma Giovanni Cafiero, presidente dell’Associazione Rotta di Enea – di una nuova rotta di viaggio, dialogo e conoscenza tra le ricchezze culturali, storiche ed archeologiche dei luoghi del Mediterraneo citati nell’Eneide. Per Virgilio, Enea è l’eroe dell’empatia, dell’incontro e della mescolanza. Scegliendo un padre straniero, un esule, i Romani creano un paradigma nuovo, quello della mescolanza, che si completa con le virtù latine di devozione alla famiglia e alla propria città».

L’itinerario turistico-archeologico- marittimo, che parte dalla Turchia e arriva in Europa, segue la mappa del percorso tracciato nell’Eneide di Virgilio fino all’arrivo nell’area metropolitana di Roma, passando anche da Castro nel Salento. Coinvolge Turchia, Grecia, Albania, Tunisia e Italia con un percorso di 21 le tappe che toccano 6 i Siti Unesco (Troia, Delo, Butrinto, Monte Etna, Cartagine, Parco del Cilento e Vallo di Diano), 3 Parchi nazionali (Monte Ida in Turchia, Parco Nazionale di Butrinto in Albania e Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano in Italia sulla costa tirrenica), per arrivare nell’area metropolitana di Roma, città simbolo (Trattati di Roma) dell’Unione Europea. I principali siti che costituiscono l’itinerario turistico-archeologico -culturale di Enea sono Antandros e il Parco Nazionale del Monte Ida, Ainos-Enez e Troia (Turchia), Delos , Creta e Lefkada (Grecia), Butrinto (Albania), Castro (Italia), Drepanon-Trapani (Italia), Cartagine (Tunisia), Cuma-Pozzuoli, (Italia), Gaeta (Italia), Lavinium (Italia), Roma (Enea risale il Tevere fino al Palatino per incontrare il Re Evandro, alleato nello scontro dei Troiani contro Turno).

Enea fugge da Troia in fiamme e, costruite le sue navi ai piedi del Monte Ida, caro agli Dei, salpa da Antandros sulle coste dell’attuale Turchia alla ricerca del luogo dove fondare la nuova Troia. La meta sarà raggiunta, dopo lunghe peregrinazioni attraverso il Mediterraneo e incontri ricchi di pathos e umana solidarietà (a Butrinto, nell’attuale Albania incontrerà Andromaca, a Cartagine sarà soccorso da Didone, per citare alcuni dei più noti), con l’arrivo sulle coste del Lazio. Qui Enea, orfano del padre Anchise morto durante la lunga peregrinazione (a Drepanon presso l’attuale Trapani), fonderà Lavinium. La nuova Troia diviene così luogo simbolo delle origini di Roma ed Enea sarà venerato come il pater dei Romani. Lavinium è ancora oggi un sito tutto dedicato alla figura di Enea. Il culto di Enea diviene culto ufficiale con il riconoscimento e la monumentalizzazione nel IV secolo a.C. di una tomba principesca nel sito Lavinium, in località Pratica di Mare, presso l’attuale Pomezia.

Castrum Minervae, l’approdo di Enea in Italia. In quella che oggi è una piccola cittadina del Salento, Castro, Virgilio nel libro III dell’Eneide colloca il punto di approdo di Enea in Italia. Il MAR, museo archeologico di Castro, nasce su sollecitazione del prof. Francesco D'Andria, per far conoscere gli straordinari ritrovamenti fatti nel corso degli scavi che hanno portato alla luce il Santuario di Atena-Minerva. Nucleo centrale di tutto il MAR è la statua in calcare (pietra leccese) di Atena; si conserva il busto che permette di ricostruire una scultura alta più di tre metri, che doveva essere collocata all’interno del tempio. Straordinarie le lastre in pietra leccese opera degli stessi artigiani: dovevano costituire il recinto intorno all’altare principale, all’aperto, in cui si bruciavano le offerte. Vi sono raffigurati girali di foglie, fiori quasi tropicali, spighe: un universo vegetale di stile barocco all’interno del quale si inseguono animali come leprotti, volano aquile e colombe, corrono figure umane, a rappresentare l’inesauribile fecondità della natura.

I Comuni che già si sono attivati e hanno partecipato alle fasi preliminari del lancio dell’Itinerario o che intendono attivarsi, potranno ora dialogare e condividere esperienze, attività, programmi per rafforzare il percorso di candidatura europea e allargare la rete delle autorità locali che diverranno protagoniste di un progetto di grandissimo valore non solo civile e culturale, ma di sviluppo economico e sociale.

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