Manifestazione il 4 maggio

A Taranto marcia il popolo di Greta

  • Venerdì, 03 Maggio 2019
A Taranto marcia il popolo di Greta

Sull’onda del “Fridays for future”, il movimento mondiale lanciato da Greta Thunberg, la città jonica ospita una manifestazione popolare legata alle problematiche ambientaliste del territorio. Un corteo partirà domani, alle ore 14:00, da piazza Gesù Divin Lavoratore e si dirigerà fino all’ex Ilvia, cuore del problema tarantino.

di Alberta ESPOSITO

Taranto emblema dell’emergenza ambientalista italiana. Sull’onda del “Fridays for future”, il movimento mondiale lanciato da Greta Thunberg, la città jonica ospita una manifestazione popolare legata alle problematiche ambientaliste del territorio. L’appuntamento è per domani alle 14:00 in piazza Gesù Divin Lavoratore, poi il corteo muoverà verso la ex Ilva, oggi ArcelorMittal, cuore del problema dell’inquinamento ambientale cittadino, che da anni causa vittime e mette i tarantini di fronte alla tragica scelta di restare col rischio di ammalarsi o andar via da Taranto per vivere. Alla manifestazione popolare di domani partecipa anche il "Fridays for future" di Taranto, impegnato a preparare lo sciopero globale del 24 maggio lanciato dal movimento mondiale che si ispira a Greta.

«Rimanere a Taranto è una scelta difficile − racconta Walter Manfredi, uno studente tarantino d’informatica e comunicazione digitale che studia a Taranto presso la succursale dell’Università di Bari, attivista del “Fridays for future” tarantino e tra gli organizzatori della manifestazione di domani – molti dei miei coetanei dopo gli studi liceali sono emigrati, non per andare al nord o all’estero, ma solo per andare a Lecce a fare un percorso di studi che esiste anche sul nostro territorio».

Domani sarà una giornata molto importante per Taranto, perché in molti sperano che con la manifestazione si possa dare una grande risonanza a un problema che appare ormai senza soluzione. I cittadini esasperati non chiedono più nulla, sanno bene che l’unica soluzione è chiudere definitivamente l’ex Ilva, per non dover scegliere più tra lavoro e salute, non dover essere più costretti a chiudere le scuole perché pericolose o emigrare anche solo nel Leccese o nel Barese pur di non respirare quell’aria. «La speranza c’è sempre, siamo talmente saturi da sperare che ogni volta sia quella buona – ammette Walter Manfredi –. Ma non siamo degli ingenui, ciò che ci auguriamo è che quest’ondata ambientalista possa risolvere il problema dell’Ilva una volta per tutte e che riesca a smuovere e a sensibilizzare le coscienze. Questa manifestazione porta anche il nome “Fridays for future”, ma per noi significa molto di più. È una condivisone popolare, senza divisioni interne e senza sigle di associazioni. Siamo noi. Tutti i tarantini che marciano affinché l’ex Ilva venga chiusa».

La situazione di Taranto è critica da troppo tempo e molte sono state le manifestazioni cittadine che però non hanno mai avuto risposte adeguate, ultima la fiaccolata che si è tenuta a febbraio in onore delle vittime più innocenti dell’Ilva: i bambini. «Dopo anni di manifestazioni – ammette Walter – i tarantini si sono stancati di protestare, di scendere per le strade, di riunirsi per qualcosa che non sarebbe mai cambiato. L’ultimo colpo che abbiamo dovuto incassare ci è arrivato dalle elezioni politiche, durante le quali una grande maggioranza di tarantini ha votato il M5s che ci aveva promesso di chiudere l’Ilva. Ma oggi ci ritroviamo con un pugno di mosche». A Taranto ci sono stati anche diversi consigli comunali che hanno avuto come unico tema l’ambiente e la sicurezza dei cittadini, si sono costituite assemblee cittadine permanenti indette una volta a settimana in tutti i quartieri, in special modo quelli a ridosso dell’ex Ilva, ma senza mai alcun risultato.

«A Taranto il problema ambientale è sentito da tutti – prosegue Walter –, per noi è una questione legata a doppio filo con la salute e con la morte. Tutti i tarantini, chi come studente universitario, come liceale, come associazioni o come singolo, si sono sempre prodigati, nel limite delle proprie possibilità, affinché la situazione si risolvesse. Ultimamente la gente ha accusato una certa stanchezza e l’alternativa più gettonata era lasciar perdere e abbandonare Taranto. Greta Thunberg ha ridato speranza nella lotta, è stata iconizzata per la sua sensibilità ambientalista e la forza del suo movimento è arrivata in Italia con un impatto talmente positivo che, durante la manifestazione del 15 marzo a Taranto, come nelle altre piazze italiane, non c’erano solo gli attivisti di sempre, ma anche chi aveva rinunciato a lottare e una marea di gente nuova».

Dopo quella manifestazione, vi è stata l’assemblea nazionale costituente del “Fridays for future” italiano, tenutasi a Milano ad aprile, con l’obiettivo di dare continuità a questo sentimento che Greta ha fatto risorgere. Ogni territorio ha la sua problematica, ma a Taranto la battaglia contro l’ex Ilva ha una portata europea e, come ha scherzosamente concluso Walter Manfredi, «quale migliore occasione per cavalcare quest’onda e sperare che sia la volta buona?».

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