Il ricordo del giornalista nelle parole di Giacinto URSO

«Maglio, un giornalista di razza»

  • Sabato, 03 Agosto 2019
«Maglio, un giornalista di razza»

L’intervento dell’on. Giacinto Urso , Presidente dell’Associazione “Antonio Maglio”, in occasione dell’ottava edizione del Premio Giornalistico “Antonio Maglio”, svoltasi ad Alezio il 2 agosto.

di Giacinto URSO

Un cordiale saluto a tutti Voi e grazie per l’ambita presenza. Particolare elogio e sentita riconoscenza spettano a Lei, Sindaco dott. Barone, e agli amministratori locali, di ieri e di oggi e all’Assessore alla cultura, della cara ed eletta Alezio, che ci ospita assieme alle rappresentanze dei Comuni vicini. Pari sentimenti si estendono ai vertici dell’Ordine nazionale dei giornalisti, impersonati dal Presidente dott. Carlo Verna e della Federazione della Stampa Italiana, che soccorrono l’attuazione annuale del “Premio giornalistico”, intitolato al nostro Antonio Maglio e fortemente voluto dalla Associazione a suo nome, che ho l’onere e l’onore di presiedere. Alla Giuria, non per ultima, devoto plauso.
Stasera si celebra l’ottava edizione, che ha alle sue spalle sette manifestazioni, in cui si sono affrontati problemi ed eventi, sintonizzati alla diversità dei tempi. Nell’oggi, speravo di poter essere in panchina, stante la mia avanzata età.
Esigenza non accolta per la benevola volontà dei soci dell’Associazione, che ringrazio. In proposito, mi piace ricordare una esortazione del compianto Cardinale, Carlo Maria Martini, Arcivescovo di Milano e Papa mancato, che, divenuto anziano, amava avvertire che “la vecchiaia serve per imparare a mendicare”. Infatti, stasera, io porgo la mia mano ad ognuno dei presenti per ritirare, se possibile, il dolce obolo della comprensione e del perdono per quanto vi dirò, avviando quanto pulsa nell’ odierno svolgimento del “Premio giornalistico”, dedicato ad Antonio Maglio.
Un giornalista di razza, ardito pioniere e fondatore di periodici e di giornali, che possedeva in sé, sin da giovanissimo, tatuate sulla sua pelle la vocazione e la voglia di servire la Comunità e il prossimo attraverso la cattedra pedagogica, culturale e istruttiva della carta stampata. Nell’oggi, sofferente di numerose criticità, provocate, soprattutto, dal mal uso dei sistemi informatici, che di sovente divengono mendaci, frastornati non avendo ancora contenimenti di penetrante controllo.
E, ora, scorriamo l’ottava edizione del “Premio” che incornicia un affresco multiforme di preziose eccellenze diversificate, riportate in armonioso mosaico tanto da meritare dovuto encomio. A iniziare dal colto giornalismo politico che esalta, in maniera brillante, la necessità e la grandezza dell’Europa unita e che 21 Capi di Stato, due mesi or sono, hanno definito “la migliore idea che abbiamo avuto”.
Segue il giornalismo di indagine e di denunzia, colonne portanti e banchi di prova difficili per una veritiera informazione. Si aggiunge, con gioia, il grato riconoscimento a una luminosa carriera, accesa nel contenuto della Rai televisione, quando serietà e misura facevano da padrone. I riconoscimenti si estendono a chi, nella quotidianità, è
impegnato a fornire notizie e commenti, provenienti dal mondo intero e, in particolare dalla terra salentina. Compito arduo. Si rende pure considerazione premiale all’impegno artistico, svolto in un territorio geograficamente marginale ma che racchiude storicità e civiltà intramontabili, ricchi di costume e di tradizioni. Si esprime esultanza per conquiste sportive di primo livello, conseguite sul campo e per oculata gestione. In contempo, si rende onore e vicinanza al mondo delle produzioni agricole, percosse da irreversibili disagi. Anche se le eccellenze sopravvivono e si rifiniscono, molteplici negatività portano sconforto e attentano non solo l’economia. Deturpano, purtroppo il paesaggio, mettendo a repentaglio il fascino turistico dei nostri luoghi. Tra l’altro tale galleria di primati, appena accennati, suscita in me – sono stati 65 gli anni di impegno pubblico, in prima linea, e 95 gli iniziati anni di età – una sequela di ricordi con successi e sconfitte ma anche con il vanto di aver servito il bene comune, per quanto possibile.
Di certo, avrete notato che non ho citato alcun nominativo. Sarà la nota bravura di Marcello Favale, che, per anni, dai microfoni RAI ha raccontato il nostro divenire, a indicare e illustrare i premiati e i primati.
Consentitemi, però, due eccezioni, riservate a “Il Nuovo Quotidiano di Puglia”, che ha compiuto 40 anni e a “Telerama” che compie 30 anni. “Quotidiano”, fondato da Antonio Maglio, oggi diretto da Claudio Scamardella. È un ragguardevole primato raggiunto. É una pulsante realtà operante. É un valido marcatore di dati interessanti e attendibili. La testata offre ancora a un Salento, di sovente afono, voce alta e diffusa, gridata dai tetti, reclamando veglia, sveglia, azione, coesione, concordia civica e chiedendo a ogni salentino di saper esercitare, appieno il “mestiere” di cittadino e a ogni politico di essere se stesso per gli altri. A sua volta, “Telerama”, edito da Paolo Pagliaro, con coraggio, costanza e zelo diffonde servizi informativi, inchieste, battaglie di qualità per rivendicare al Salento l’acquisizione dei diritti spettanti, attivando riscosse salvifiche, che devono insorgere prima nel nostro volere e nel nostro fare per poi approdare alla richiesta, in alto e in basso, dell’aiuto altrui, invocando, in particolare, parità di trattamenti e accorciamenti di divari storici.
In più, piace annunciare che per lunedì, 5 agosto, in Alezio verrà presentato, in edizione anastatica, la raccolta degli scritti, anni ’60 del secolo scorso, riportati nel periodico “18° Meridiano”, fondato dal ventiduenne Antonio Maglio e da suoi collaboratori. Sia lode ai promotori di tale iniziativa, accompagnata, dalla riconoscenza dell’Associazione che presiedo verso gli amici di “Atlantide” del dott. Romano.
Un finale auspicio, che non deraglia dai canoni d’un premio giornalistico. In un mondo che cambia. I professionisti dell’informazione non assumono solo un ruolo di testimoni ma anche di rilevanza democratica. Speriamo che la buona informazione riprenda il sopravvenuto e conceda dalle sue cattedre moniti, richiami, esempi e insegnamenti, fortemente credendo nella certezza che “oltre internet c’è vita”. Ci deve essere. Ammenoché non si voglia consegnare il cervello all’ammasso e alle bizzarrie di improvvidi e improvvisati demagoghi, rissosi, prepotenti, perfino incapaci.
Non si sottovaluti, che, al momento, oltre a provvedimenti legislativamente malfatti, si corre il rischio giornaliero che il sistema democratico italiano si sfarini, che la Costituzione si dileggi, che si snobbi il Parlamento e che una falsa popolocrazia drogata sgoverni, consegnando il Paese al declino all’isolamento e al primo pifferaio che passa, complice la nostra indifferenza, estesa, soprattutto nel Mezzogiorno d’Italia, terra, oramai, posta all’asta dalla altezzosa ingordigia nordista e dalla robusta dabbenagine di noi, cittadini del Sud. Un richiamo conclusivo. Mai si abolisca la buona memoria. Senza di questa, il presente si macera e il futuro stenta a divenire. In più, negli attuali tempi di crescenti paure, di sovente, inoculate, divenga nostro l’invito del santo Vescovo, don Tonino Bello, che ci consiglia : “quando la paura bussa alla porta si mandi la Fede ad aprire”.
Allora, coraggio, auguri e salute a tutti Voi.

Il Grande Salento Direttore Lino De Matteis - Testata iscritta al n. 3/2014 del Registro Stampa del Tribunale Lecce - Cell. +39 335 8281686 - redazione@ilgrandesalento.it | Editore: Glocal Editrice Lecce | Powered by Clio S.r.l. Lecce | Glocal Editrice © copyright 2018-2019 | Tutti i diritti riservati | Privacy policy