Taranto, Masseria Solito, sede del Mudit, com'è ora e com'era prima del recupero

Sottraendola alla speculazione edilizia una quindicina di anni fa, la struttura seicentesca della masseria Solito risplende ora nel cuore della città di Taranto, in via Plateja, come importante contenitore culturale, sede del “Museo degli illustri tarantini” (Mudit).  La masseria Solito ha una sua lunga storia: fu portata in dono dall’imprenditore tarantino Carlo Cacace alla figlia Caterina, andata in sposa a Luigi Viola, l’archeologo che fu il creatore del Museo Archeologico di Taranto, padre di Cesare Giulio Viola, scrittore, poeta, drammaturgo e sceneggiatore. La masseria Solito, che dava il nome al quartiere in cui era collocata, era stata acquisita da un’impresa privata che vi aveva progettato la costruzione di una palazzina per appartamenti da vendere. L’impresa aveva ottenuto anche la licenza edilizia e il permesso di demolire l’immobile da parte della giunta Di Bello. Grazie alla tenacia dell’avvocato Enrico Viola, presidente del Centro studi “Cesare Giulio Viola”, e da altre associazioni e organizzazioni tarantine, la masseria Solito è stata salvata e da rudere è diventata museo della memoria storica della cultura tarantina. Nel 2012, infatti, il Comune di Taranto acquisì l’area a bene pubblico, dopo aver deliberato lo scambio della masseria, appartenente a un’impresa barese, con un’altra area edilizia.

Dopo un buon decennio di lavori, il restauro si è concluso nello scorso autunno, grazie al finanziamento di quasi due milioni di euro della Regione Puglia attraverso il bando “Community library”, che ha visto la sinergia tra Comune di Taranto, Centro studi “Cesare Giulio Viola” e la Cooperativa Museion che gestisce i servizi della struttura. Il “Museo degli illustri tarantini”, inaugurato il 24 ottobre scorso, racconta ora vita, morte e opere di circa 150 cittadini di Taranto, da Archita ad Anna Fougez, Leo Pantaleo e tanti altri, diventato un luogo di cultura e incontro, dotato anche di una piccola sala riservata ai più giovani, con l’obiettivo di agevolarne l’approccio alla storia della propria città. Il Mudit offre anche un bookshop, una biblioteca multimediale, un’auletta per convegni, un’area per mostre e foto, e una sala destinata al museo dei tarantini illustri. Si lavora invece per rendere visibile la tomba di epoca romana scoperta dagli archeologi della Soprintendenza durante i lavori di archeologia preventiva preliminari al restauro.

Enrico Viola

L’avvocato Enrico Viola, docente universitario, revisore dei conti, giudice tributario e autore di diverse pubblicazioni, non è nuovo all’impegno di recuperare e valorizzare il patrimonio storico, culturale e scientifico del Grande Salento. A Gallipoli, il 27 maggio 2017, venne inaugurato il “Museo di Storia della Medicina del Salento” (MuSMeS), uno dei primi in Italia in un ospedale pienamente operativo. L’idea del museo venne lanciata e formalizzata, nel 2004, dall’allora direttore amministrativo della Asl Lecce/2, Enrico Viola, in pratica il fondatore del museo, con lo scopo di raccogliere il contributo della tecnologia sviluppata per ragioni belliche nella seconda guerra mondiale e poi applicata alla sanità con la creazione di sofisticate apparecchiature.