La mostra inaugurata il 15 luglio scorso è visitabile sino al 7 gennaio 2024, da martedì a domenica dalle 17:00 alle 21:00, presso la Fondazione Biscozzi|Rimbaud, in piazzetta Giorgio Baglivi, 4 a Lecce.
di Stefania CAROFALO
La Fondazione Biscozzi|Rimbaud di Lecce presenta la quinta mostra temporanea dedicata alla selezione di opere dell’artista israeliano Yuval Avital, dopo aver ospitato le opere di Angelo Savelli, Salvatore Sava, Grazia Varisco e Mirco Marchelli.
Yuval Avital, classe 1977, si esprime attraverso la multimedialità, le elaborazioni sonore e le performances ed è riuscito a instaurare un collegamento tra la sua arte, le maestranze artigiane e il territorio salentino sostenendo che «… l’arte relazionale è la capacità di instaurare un dialogo con il territorio e il tessuto umano, con un’eccellenza creativa che è anche il desiderio di creare una nuova amicizia d’arte».
La mostra, curata da Massimo Guastella, è strutturata seguendo la tematica del Luogo sacro, e si sviluppa in quattro percorsi che l’artista ha denominato: Bagnanti, Maschere sonore, Lucus, o bosco sacro e Singing Tubes, sculture sonore.
L’allestimento ideato dall’artista prevedeva l’utilizzo di supporti tubolari per sostenere tutte le sue opere dei Bagnanti, sculture e dipinti, quasi a formare un bosco.
Da qui nasce l’esigenza di Yuval di simulare l’allestimento della sala con una scatola di cartone alla quale ha inferto dei tagli per formare delle linguette poi piegate verso l’alto a simboleggiare gli alberi del bosco sacro, che in tempi lontanissimi, ricopriva gran parte del Salento. E’ stata l’intuizione immediata del curatore che ha individuato e tradotto, quelle semplici striscioline di cartone, in bosco di Menhir, suggerimento prontamente approvato dall’artista.
Per Avital l’albero è l’elemento che mette in relazione il tempo e lo suddivide in tre parti: le radici che raccontano il passato e l’origine di tutto, poi il tronco che ritrae il presente ed infine il futuro raffigurato dai rami che svettano verso il cielo.
Le novanta opere in mostra sono state realizzate, quasi esclusivamente per Lucus, già programmata da tempo e studiata in funzione degli spazi della Fondazione Biscozzi|Rimbaud. L’allestimento è stato realizzato dall’artista in collaborazione del curatore della mostra Massimo Guastella, dalla presidente della Fondazione Dominique Rimbaud e dalle preziose collaboratrici.
La prima sala accoglie i bagnanti dei laghi Alimini che ritrae con pitture ad acquarello, diluite con acqua marina, e sculture in gesso dalle sembianze umane sostenute da un supporto metallico che idealmente le eleva al cielo. Le posture delle statuine, a tratti dinoccolate, sono quelle che il gitante assume per i motivi più vari sentendosi libero nei movimenti, abbandonando il corretto portamento adottato solitamente nel vivere quotidiano.
Le dodici Maschere sonore, che riempiono lo spazio della seconda sala, sono realizzate da sapienti artigiani su progetto di Avital e sorrette da piedistalli metallici. Tutte le maschere, dall’aspetto grottesco, sono realizzate con differenti materiali e accomunate dall’espressione della mimica facciale con la bocca aperta e proprio da lì, attraverso piccoli diffusori audio, fuoriesce il suono ottenuto dalla mescolanza della voce di Avital e dell’artigiano che ha eseguito la maschera.
Da qui, passando attraverso un pesante telo, si accede alla buia sala del Lucus, un paesaggio boschivo notturno in cui la fioca luce rossastra è emessa dal light box di paesaggio, (opera della serie Light Recordings n.8 Taigung/32), che immerge il visitatore in un’atmosfera quasi surreale del bosco sacro formato da cinque Menhir sui quali si possono vedere, con l’ausilio di una torcia, i segni grafici, che ne ricoprono l’intera superficie.
Anche in questo percorso l’artista si è avvalso della collaborazione e della professionalità di due maestri cartapestai leccesi: Dante Vincenti e Cosimo Quaranta, che hanno riprodotto i Menhir dislocati nel Salento rispettando le dimensioni reali. Entrambe le “facciate” dei monoliti hanno accolto, i pittogrammi e le pitture realizzate dall’artista.
I soggetti rappresentati sono stati eseguiti “di getto” in modo spontaneo, mettendo in collegamento il sacro totemico con l’uomo, le credenze popolari e il territorio salentino e, nel caso della donna con bambina, l’artista è stato suggestionato dalla forma stessa del Menhir.
Tra i pittogrammi e dipinti presenti sui monoliti, si possono scorgere alcuni elementi tipici del nostro territorio come ad esempio i peperoncini, i muretti a secco delle nostre campagne, lu Laurieddhru, la donna dei cervi, (reinterpretazione grafica presente nell’omonima nella Grotta dei Cervi a Porto Badisco), la pagghiara, i gechi e chissà quanti altri se ne possono individuare esplorando il percorso boschivo sacro.
In questa sala, l’opera della figlioletta di 7 anni, che rappresenta un grande occhio, occupa lo spazio che solitamente indica una frase che riassume la filosofia dell’artista che espone nella Fondazione Biscozzi|Rimbaud.
Il confronto tra il disegno infantile della bimba è quasi messo in relazione con i segni grafici dell’adulto genitore che si esprime con i tratti della fanciullezza.
Tre Singing Tubes, sono sculture sonore totemiche di animali che invadono gli spazi delle sale espositive poste al piano superiore, alla corte della collezione permanente delle opere d’arte moderna e contemporanea. Troviamo una giraffa, un verme e un ragno, tutti realizzati con tubi in plastica verniciati e composti con l’aggiunta di altri materiali che ne definiscono la forma.
La particolarità di queste opere è la riproduzione del respiro della giraffa, il tono grave del colore del verme e la vibrazione del corpo del ragno. In questo percorso il visitatore è coinvolto tramite un’esperienza visiva, uditiva e tattile.
La Fondazione Biscozzi|Rimbaud è un contenitore d’arte di elevata cultura in cui è possibile ammirare la collezione d’arte moderna e contemporanea che annovera circa duecento pregevoli opere di grandi artisti italiani e internazionali, grazie al progetto dei coniugi Luigi Biscozzi e Dominique Rimbaud.
L’attività museale opera in ambito didattico e formativo con le scuole, le accademie e le università ed è curata con entusiasmo dalla presidente Dominique Rimbaud nel vivo ricordo dell’amato Luigi.


















